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Consorzi di tutela dei vini: il via ai controlli erga omnes |
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di Barbara Bongiorni
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Il 17 agosto 2006 è stato
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 190, il decreto del 4 agosto (con
effetti a partire dal 1° novembre 2006), firmato dal Ministro delle Politiche
Agricole, Alimentari e Forestali, De Castro, inerente la "vigilanza sul controllo
della produzione dei vini di qualità prodotti in regioni determinate
(V.Q.P.R.D.)". Si
tratta della conferma di una lunga sperimentazione iniziata nel 2001 che aveva
coinvolto 28 Consorzi i quali hanno operato negli ultimi cinque anni i
controlli, ma solo nei confronti dei soci.
Il decreto stabilisce che l'Ispettorato Centrale Repressione Frodi
debba attuare la vigilanza sui consorzi di tutela (attualmente 28) incaricati di
controllare le rispettive denominazioni di origine. Nello specifico
l’Ispettorato Centrale Repressioni frodi opera
nel campo della prevenzione e repressione delle infrazioni nella
preparazione e nel commercio dei prodotti agroalimentari e delle sostanze di
uso agrario e forestale, inoltre effettua il controllo di qualità dei prodotti
in entrata e in uscita dal territorio nazionale.
Attualmente i consorzi non coprono
tutte le denominazioni presenti sul territorio nazionale, perciò l'Ispettorato
dovrà vigilare anche sulle aree tutt'ora non tutelate dai suddetti consorzi. Ora
si attendono i Decreti attuativi contenenti i costi e modalità applicative del
controllo erga omnes. È stato fatto
notare che manca, nel sistema delineato dal decreto, una terzietà del soggetto
che attua il controllo rispetto ai controllati, ma il Ministro stesso ha precisato
che i controlli rimarranno in questa forma fino alla totale riforma della legge
164/92, nell’ambito della quale dovrà appunto essere introdotto il concetto di
terzietà dei controlli. Ad ogni modo anche la normativa e la prassi a livello
comunitario non contemplano l’obbligo della terzietà dei controlli, addirittura
c’è chi sostiene che il controllo operato da soggetti del settore sia anzi
migliore.
I controlli
riguarderanno tutta la filiera produttiva, dalla vigna ala fase
dell’imbottigliamento; si dovrà verificare la conformità dei vigneti all’albo,
il rispetto della normativa del settore,
la conformità dei contenitori e l’etichettatura; il consorzio dovrà inoltre
autorizzare l’imbottigliamento per garantire la totale tracciabilità del
prodotto. Tutto ciò dovrebbe garantire la qualità e la sicurezza dei vini, a tutto
vantaggio dei consumatori.
Testo del Decreto 4 agosto 2006: dm_4_08_2006 66.56 Kb
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