L’accordo di libero scambio tra Unione europea e Paesi sudamericani apre nuove opportunità per le esportazioni, ma introduce anche salvaguardie, controlli e tutele sulle produzioni di qualità per limitare i rischi sui comparti più esposti.
Dopo oltre 25 anni di negoziati, l’Unione Europea ha raggiunto un’intesa politica per la firma dell’accordo di libero scambio con il Mercosur — il blocco sudamericano composto da Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay — che rappresenta una delle aree di libero scambio più estese al mondo e copre circa 700 milioni di persone e un quarto del PIL globale.
Il Consiglio dell’UE e il Parlamento europeo hanno anche concordato misure specifiche per tutelare il settore agroalimentare comunitario, comprese clausole di salvaguardia e soglie più basse per intervenire in caso di impatto negativo sul mercato interno.
Nuove opportunità per le eccellenze italiane
Per la filiera agroalimentare italiana l’accordo contiene elementi concreti di opportunità, in particolare l’eliminazione o riduzione delle tariffe doganali su numerose esportazioni chiave come olio d’oliva, vino, formaggi e altri prodotti ad indicazione geografica, migliorando la competitività dei prodotti italiani nei mercati di Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay. Inoltre, è prevista la protezione delle Indicazioni Geografiche: l’accordo prevede la tutela di 344 prodotti agroalimentari europei, inclusi 57 italiani (per esempio Aceto Balsamico di Modena, olio di oliva “Aprutino Pescarese”, etc.), contro usi impropri o imitazioni nei Paesi Mercosur, rafforzando il valore commerciale delle specialità italiane all’estero. L’iter di esportazione sarà più veloce e prevedibile: le procedure semplificate favoriranno esportatori e catene logistiche italiane, con minori ostacoli burocratici grazie a regole uniformi e audit più chiari.
Secondo i dati ufficiali, le esportazioni agroalimentari italiane verso il Mercosur nel 2024 hanno raggiunto circa 489 milioni di euro, con tariffe che vanno dal 27 % al 55 %; rimuovere o ridurre questi dazi può rendere i prodotti italiani significativamente più competitivi.
Salvaguardie e controlli sanitari
L’accordo include clausole di salvaguardia bilaterale per proteggere settori sensibili dell’agroalimentare. Le istituzioni europee hanno concordato soglie relativamente basse (5 %) per attivare indagini se le importazioni Mercosur aumentano oltre certi livelli o i prezzi subiscono cali significativi, consentendo alla Commissione europea di sospendere temporaneamente le preferenze tariffarie in caso di danni ai mercati UE. Tutti i prodotti importati dal Mercosur dovranno rispettare pienamente i rigidi standard UE in materia di sicurezza alimentare, salute animale e ambientale; non sono previste deroghe alle normative comunitarie. Queste tutele rappresentano una prima assoluta in un accordo commerciale di questa portata, pensate per equilibrare l’apertura dei mercati con la difesa di produzioni altamente sensibili.
Sfide e aspettative per la filiera italiana
Il potenziale di crescita è significativo: stime istituzionali indicano che l’accordo potrebbe aumentare le esportazioni agroalimentari dell’UE verso il Mercosur di quasi il 50 % rispetto ai livelli attuali, con benefici per l’occupazione e le catene produttive.
La soddisfazione dell’Italia
In una nota il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha espresso soddisfazione per l’impostazione assunta a livello europeo, sottolineando come le clausole di salvaguardia rafforzate, la soglia di intervento più bassa e il richiamo al principio di reciprocità negli standard sanitari e ambientali rappresentino “un passo avanti concreto nella tutela della filiera agroalimentare italiana”.
Secondo il ministero, l’obiettivo resta quello di coniugare apertura dei mercati e difesa delle produzioni di qualità, garantendo che l’eventuale entrata in vigore dell’accordo non penalizzi i comparti più sensibili e rafforzi, al contrario, la competitività delle eccellenze italiane sui mercati sudamericani.
Tuttavia, le associazioni agricole europee e italiane chiedono controlli serrati in sede attuativa e un presidio continuo per garantire che le misure di salvaguardia e la reciprocità nei criteri sanitari e ambientali siano efficaci e non restino sulla carta.