La digitalizzazione delle Piccole e medie imprese in Italia potrebbe portare 10,2 miliardi di euro di contributo al PIL e 208mila nuovi posti di lavoro.

ISMEA ha comunicato che sarà presto operativa la nuova Garanzia U35 prevista dal Decreto legge del 17 maggio 2022, n.50, articolo 20. U35 viene concessa a fronte di finanziamenti bancari destinati alle imprese agricole e della pesca colpite dai rincari energetici, del carburante e delle materie prime.

La siccità e le conseguenze della guerra in Ucraina hanno provocato un “calo produttivo nella produzione di grano in diverse parti del mondo, che porterà ad avere stock bassi e una tendenza al rialzo dei prezzi dei prodotti agricoli”, con l’Europa che “perderà circa 3 milioni di tonnellate di prodotto”.

Il 2021 ha segnato una forte ripresa nel settore del food, con una crescita record del 6,8%, superiore a quella del Pil (6,6%). La crescita si protrarrà anche nel 2022 e nel 2023, con tassi intorno al 4% annuo, più del doppio del Pil. È questo quanto emerge dal Food Industry Monitor (FIM), l’Osservatorio sul settore food realizzato dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e da Ceresio Investors.

È stato firmato dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Stefano Patuanelli, il decreto che istituisce lo strumento dei Contratti per la logistica agroalimentare, a cui sono destinati 500 milioni di euro al fine di sostenere gli investimenti delle imprese, nell’ambito della misura PNRR “Sviluppo logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo”. 

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto firmato dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli che rende operative le deroghe ai regolamenti comunitari sulla PAC per ottenere il pagamento di inverdimento (greening).

La tempesta dei costi esplosa in chiusura 2021 si è resa ancora più “perfetta” con lo scoppio della guerra russo-ucraina. Qualche commodity agricola potrebbe mostrare parziali rientri delle speculazioni e delle quotazioni entro metà anno, ma la speranza di riduzioni convincenti, a breve, delle pressioni complessive lamentate dalle aziende rimane ottimistica.

“Guardando al quadro europeo la preoccupazione massima nasce sui costi di produzione, incrementato sul settore primario. L’inflazione c’è, più alta sui beni alimentari, ma questo aumento difficilmente si riversa verso i produttori, che invece pagano di più l’energia e le materie prime.

Le aziende agricole e agroalimentari potranno usufruire del 40 per cento del credito di imposta per le spese sostenute nel 2021 e nel 2022 per la realizzazione o l’ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento del commercio elettronico.

La Commissione europea ha approvato il regime quadro italiano notificato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali che mette a disposizione 1,2 miliardi di euro a sostegno dei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura per ridurre l’impatto sull’economia nazionale dall’invasione russa dell’Ucraina.

“Non sono più solo i prezzi alle stelle del grano a preoccuparci, ma il rischio di carenza di questa materia prima anche in Italia”, questo l’allarme lanciato da Federalimentare in conseguenza del blocco russo nei porti ucraini. Il prezzo del grano è aumentato da febbraio a oggi del +52% e solo nell’ultimo mese l’aumento è stato del +16%. A questo problema oggi se ne aggiunge un altro, spiega Vacondio: “Ho sempre detto che l’Italia non avrebbe mai avuto problemi di approvvigionamento di cereali, ma una serie di eventi hanno cambiato questa condizione”.