Per contrastare l’import in UE di conserve di pomodoro che non rispettano gli standard di sostenibilità richiesti alle analoghe produzioni europee servono misure tra le quali l’obbligo di indicazione di origine del pomodoro, l’adozione del principio di reciprocità di regole commerciali per i prodotti importati, l’approvazione della direttiva europea sulla Corporate Sustainability Due Diligence per il settore agroalimentare.

L’ANICAV, Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali conferma che quella dei legumi in scatola è una produzione importante per il comparto delle conserve vegetali con un fatturato, nel 2023, di oltre 1,1 miliardi di euro, di cui 650 milioni dall’export che, pur rimanendo stabile nei volumi, continua a crescere in valore (+8%).

Per l’industria del settore è stata una campagna lunga e complessa con costi di produzione che non accennano a diminuire. Inoltre, a causare molte difficoltà è stato il clima sempre più spesso caratterizzato da fenomeni violenti e improvvisi che hanno provocato frequenti fermi fabbrica e allungato il periodo di lavorazione fino ad inizio novembre.

È una produzione fondamentale per il comparto delle conserve alimentari vegetali con un fatturato, nel 2022, di oltre 1 miliardo di euro e una quota di export che supera il 54%. I legumi in scatola nel primo semestre 2023 hanno fatto registrare nei mercati esteri una lievissima flessione in volume (-1,4%) cui è corrisposta, invece, una crescita in valore di circa il 10%.

I dati forniti dall''OI Pomodoro da Industria del Nord Italia' dicono che sono state prodotte "poco meno di 2.800.000 tonnellate di pomodoro, ovvero un calo del 12% rispetto a quanto contrattato fra l'Industria e le Organizzazioni di Produttori.

Le aziende che operano nell’industria ortofrutticola gestiscono alimenti in genere molto delicati e facilmente deperibili. Le tecnologie e le attrezzature per una produzione di alta qualità, sia in termini di performance che di sicurezza e affidabilità di impiego, diventano fondamentali.

Grandinate fuori dal comune, venti di inaudita potenza, improvvisi picchi di calore. L’estate 2023 è stata segnata da eventi climatici pesanti e già si segnalano i primi effetti negativi per numerosi comparti produttivi, in primis, per la filiera agroalimentare. I danni maggiori in tutto il nord est, dall’Emilia Romagna fino al Trentino Alto-Adige. Per dare un’idea di quanto accaduto, nelle regioni del Nord Est si sono abbattute in un solo giorno ben 52 violente grandinate con vere e proprie palle di ghiaccio che hanno provocato danni incalcolabili nelle campagne.

Negli ultimi anni, il settore agroalimentare è stato fortemente influenzato dalla carenza di risorse, dalla perdita di cibo e dagli sprechi lungo l’intera catena di approvvigionamento. Un nuovo studio valuta l’impronta idrica delle perdite di frutta e verdura all’interno della filiera agroalimentare italiana, analizzando i potenziali legami tra le politiche di economia circolare e la gestione dell’acqua.

La tracciabilità è considerata uno strumento importante per garantire la qualità e la sicurezza degli alimenti, aumentando di conseguenza la fiducia dei consumatori.

In questo studio il metodo standard CEN QuEChERS EN 15662 è stato utilizzato con alcune modifiche per una migliore efficienza dell’estrazione e della purificazione dei residui di pesticidi in matrici di frutta e verdura.

Guerra in Ucraina e rincari energetici spingono i costi correnti per la produzione della frutta e della verdura italiane che arrivano anche a raddoppiare (fino a +119%) con un impatto traumatico sulle aziende agricole.