Le misure di contenimento contro la pandemia sono responsabili, secondo gli esperti, del calo di segnalazioni relative a queste malattie. Come rivelato dal rapporto “One Health" (salute unica globale) dell’UE sulle zoonosi, curato dall'EFSA e dall'ECDC, nel 2020 è stata la campilobatteriosi la zoonosi maggiormente segnalata nell'UE, con 120 946 casi contro gli oltre 220.000 dell'anno precedente, seguita poi dalla salmonellosi, che ha interessato 52.702 individui contro gli 88.000 dell’anno precedente. Il numero di infezioni veicolate da alimenti ha registrato un calo del 47%.

Rispetto alla precedente valutazione datata 2015, EFSA ha proposto di abbassare in maniera significativa la dose giornaliera tollerabile di questa sostanza.

Secondo uno studio pubblicato congiuntamente da EFSA, EMA e ECDC, ora negli animali da produzione alimentare l'uso di antibiotici risulta più basso che nell’uomo.

Rivolta principalmente agli agricoltori, la campagna è stata estesa a Bulgaria, Repubblica Ceca, Lituania, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Estonia, Ungheria e Romania.

In occasione della Giornata mondiale della sicurezza alimentare svoltasi lo scorso 7 giugno, l’Efsa ha avviato la campagna di comunicazione #EUChooseSafeFood che si svolgerà per tutta l’estate 2021.

Durante le consultazioni parallele l'EFSA raccoglierà osservazioni sul “rapporto di valutazione sul rinnovo del glifosato”, mentre la consultazione indetta dall'ECHA verte sul dossier in tema di armonizzazione della classificazione ed etichettatura del glifosato.

Abbiamo chiesto ad Alberto Mantovani, Direttore di Ricerca all’Istituto Superiore di Sanità, quali sono gli aspetti rilevanti per il ruolo di Efsa, che emergono dal nuovo Regolamento 1381/2019.