Secondo uno studio pubblicato congiuntamente da EFSA, EMA e ECDC, ora negli animali da produzione alimentare l'uso di antibiotici risulta più basso che nell’uomo.

In occasione della Giornata mondiale della sicurezza alimentare svoltasi lo scorso 7 giugno, l’Efsa ha avviato la campagna di comunicazione #EUChooseSafeFood che si svolgerà per tutta l’estate 2021.

Secondo Efsa, non è possibile escludere il rischio che il virus della peste suina africana possa diffondersi in regioni dell'UE non ancora colpite attraverso canali come mangimi, materiali per lettiere e veicoli per il trasporto di questi animali.

Abbiamo chiesto ad Alberto Mantovani, Direttore di Ricerca all’Istituto Superiore di Sanità, quali sono gli aspetti rilevanti per il ruolo di Efsa, che emergono dal nuovo Regolamento 1381/2019.

Come affermato da un rapporto pubblicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), gran parte di questi batteri sono tuttora resistenti agli antibiotici comunemente usati nell'uomo e negli animali.

A seguito di una richiesta della Commissione europea nel marzo 2020, l'EFSA ha aggiornato la sua valutazione di sicurezza relativamente a questo additivo alimentare.

Pubblicato l’ultimo rapporto sui residui di pesticidi negli alimenti nell’Unione europea. Nel 2019 sono stati analizzati complessivamente 96 302 campioni di alimenti, dei quali il 96,1% è risultato nei limiti di legge. Per quanto riguarda il sottoinsieme di 12 579 campioni analizzato in base al programma di controllo coordinato dall'UE (EUCP) si è riscontrato che era nei limiti di legge il 98% di essi.