Non c’è dubbio. Anche per quest’anno le tendenze del mercato di alimenti e bevande inseguono la traiettoria della funzionalità. Il consumatore diventa sempre più esigente, e si aspetta dal cibo molto più che nutrienti. Le aziende ne sono consapevoli e si impegnano ad arricchire l’offerta con prodotti arricchiti, fortificati, privati, modificati.

La digitalizzazione del controllo qualità e della sicurezza alimentare è oggi spesso raccontata come un passaggio inevitabile. L’evoluzione delle filiere, l’aumento delle aspettative in termini di trasparenza e tracciabilità, insieme ai limiti ormai evidenti dei metodi convenzionali, stanno effettivamente spingendo l’industria verso un nuovo paradigma.

Uno studio svedese mostra che un regolare consumo di formaggi grassi è correlato a una riduzione del rischio di malattie degenerative del cervello.

Il richiamo alla sostenibilità e, in particolare, all’economia circolare è ormai onnipresente nei programmi di politica industriale, nei piani d’azione europei e nelle strategie aziendali.

Alcune cellule di Escherichia coli sono state in grado di crescere respirando attraverso l’ossidazione dei materiali circostanti.

Il riutilizzo e la valorizzazione degli scarti sono strategie chiave per l’economia delle aziende. Il caso dei biscotti trebbini degli studenti dell’Università di Parma.

C’è chi dice che la denominazione d’origine sia un’invenzione, frutto di una brillante operazione di marketing. Questo però non è quello ci dice la scienza o, meglio, le scienze degli alimenti, almeno nel caso dei formaggi DOP a latte crudo.

Il panorama normativo europeo in materia di sicurezza alimentare si aggiorna con un’importante modifica: il nuovo Regolamento (UE) 2024/2895 della Commissione. Un passo significativo verso un controllo più rigoroso di un microrganismo patogeno particolarmente problematico per il settore alimentare.

Le tendenze emergenti delineano un panorama ricco di opportunità per produttori, distributori e consumatori. Ma quale sarà l’impatto di queste tendenze su produzione e igiene degli alimenti?

Cari colleghi Tecnologi Alimentari, siamo sinceri: quanti di noi hanno già chiesto a ChatGPT di scrivere una procedura HACCP? (silenzio imbarazzato in platea!). Secondo un recente studio di McKinsey, il 63% dei professionisti del settore alimentare ha già sperimentato strumenti di AI nel proprio lavoro quotidiano ed il restante 37% probabilmente sta mentendo.

“L’industria guarda alla professione del Tecnologo Alimentare con grande stima e anche grande interesse in quanto figura fondamentale nello sviluppo dei prodotti e dell’innovazione”: ha esordito con queste parole Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare, al convegno digitale AlimentiPiù.

I cream cheese sono raccontati come l’evoluzione dei formaggi a fermentazione lattica con poco caglio, ad es. il classico Neufchatel francese, resi ancor più spalmabili grazie all’addizione di panna. Il cream cheese più diffuso nel mondo occidentale è probabilmente il Philadelphia Cream Cheese, prodotto storicamente a Lowville (New York), luogo ove ancora oggi si svolge il Cream Cheese Festival.

Il concetto di qualità degli alimenti introdotto a metà degli anni Settanta – in teoria – riconosceva ai produttori le incentivazioni per migliorare la qualità dei prodotti agroalimentari. In pratica qualcosa è stato fatto nel comparto lattiero-caseario tramite l’introduzione di parametri fisico-chimici e igienico-sanitari.