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Con una media di 19 ettari al giorno, il valore più alto negli ultimi dieci anni, e una velocità che supera i 2 metri quadrati al secondo, il consumo di suolo torna a crescere e nel 2021 sfiora i 70 km2 di nuove coperture artificiali in un solo anno. Il cemento ricopre ormai 21.500 km2 di suolo nazionale, dei quali 5.400, un territorio grande quanto la Liguria, riguardano i soli edifici che rappresentano il 25% dell’intero suolo consumato.

Attraverso l’Indagine Aspetti della vita quotidiana l’ISTAT rileva la percezione dei cittadini rispetto alle tematiche ambientali. Negli ultimi anni è stata introdotta anche una serie di quesiti relativi ai comportamenti ecocompatibili.

Questo mese ha visto l’adozione di una proposta della Commissione europea per nuove regole vincolanti che trasformeranno il modo in cui verranno utilizzati i pesticidi in Europa. Andrew Owen-Griffiths, capo dell’unità Piante e prodotti organici presso la DG SANTE, discute come queste nuove regole proteggeranno la salute e l’ambiente.

Prevista l’erogazione di un contributo a fondo perduto per la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.

“Sono stati conseguiti nei tempi previsti tutti i 45 traguardi e obiettivi indicati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il primo semestre 2022”.

Cosa si intende per azienda sostenibile? Per il Food Industry Monitor si intende un’azienda che opera rispettando l’ambiente, le comunità locali e la società nel suo complesso. In particolare, nell'indagine sono state valutate 13 variabili che misurano i seguenti aspetti: 

  • utilizzo di materie prime sostenibili nel processo di produzione; 
  • azioni per ridurre le emissioni di CO2
  • utilizzo di fonti di energia rinnovabile; 
  • supporto allo sviluppo delle comunità locali. 

 

Anche le bioplastiche se disperse nell'ambiente hanno tempi lunghi di degradazione: a dirlo uno studio pubblicato sulla rivista Polymers che ha mostrato come i materiali bioplastici, sottoposti a un processo di degradazione, impiegano tempi lunghi per disperdersi nell'ambiente. Se disperse nell’ambiente anziché conferite correttamente nel compost, anche le bioplastiche hanno tempi di degradazione molto lunghi, comparabili a quelli di materiali plastici non bio. Lo dimostrano i risultati di un innovativo esperimento condotto congiuntamente da Consiglio nazionale delle ricerche – coinvolto con l’Istituto dei processi chimico-fisici (Cnr-Ipcf) e l’Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar), Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e Distretto ligure per le tecnologie marine (Dltm), con il supporto di Polizia di Stato - Centro Nautico e Sommozzatori La Spezia (CNeS).

In molti comuni del Nord Italia non piove da più di 100 giorni, l’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po ha lanciato l’allerta sui livelli del fiume quasi completamente in secca, nelle centrali idroelettriche si cominciano a riscontrare significativi cali di produzione e infine è alcuni comuni hanno avviato programmi di razionamento per l’irrigazione volti a salvaguardare i livelli degli acquedotti e quindi dell’acqua potabile. Piemonte e Lombardia sono pronte a chiedere lo stato di emergenza, per Coldiretti Lombardia a rischio c’è la produzione di cibo made in Italy, e infine il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani propone di istituire un Tavolo politico istituzionale.

Scoperto il meccanismo che consente agli enzimi presenti nel suolo in alcuni batteri di eliminare monossido di carbonio (CO) dall’atmosfera.

Oggi più di 1/3 del cibo prodotto a livello mondiale viene sprecato, e con esso l’energia, l’acqua e la manodopera impiegati per la produzione. Si stima che negli USA circa 3 miliardi di kg di prodotti agricoli siano invenduti per ragioni estetiche, il che significa che il 28% dei terreni coltivabili viene destinato alla produzione di prodotti che non saranno mai consumati. Inoltre, solo negli USA lo spreco alimentare è responsabile del 4% delle emissioni di gas serra.

Secondo alcune elaborazioni dei dati dell’Anagrafe Nazionale Zootecnica, a fine giugno 2021, il patrimonio zootecnico presente in Pianura Padana era costituito: dal 68% del totale nazionale dei bovini, (3.900.000 su 5.700.000); dall’88% dei suini italiani (7.800.000 su 8.850.000); dal 70% del patrimonio nazionale avicolo (103 milioni su 147).