Nel primo anno della pandemia da Covid-19 nell’Unione europea lo spreco alimentare domestico ha superato quello delle industrie. E la strada per dimezzare gli sprechi alimentari, obiettivo 12.3 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sembra più lunga. Per l’esattezza, si attesta al 71% del totale lo spreco alimentare delle famiglie, della ristorazione e del commercio al dettaglio, mentre quello dei settori della produzione e della trasformazione contribuisce con il restante 29%. I dati sono quelli elaborati nel primo monitoraggio sui rifiuti alimentari, distinti per settore, pubblicato il 25 ottobre 2022 dall’Istituto di ricerca europeo, con l’esclusione degli sprechi prodotti dagli alimenti non raccolti o non autorizzati alla commercializzazione.

Presentato oggi a Parma il primo report sulla sostenibilità di Federalimentare relativo alle attività svolte nel 2021, predisposto con il supporto di Deloitte. Volto a illustrare l’impegno della Federazione riguardo alla sostenibilità, da intendersi nella sua più ampia accezione, il report è stato presentato nell’ambito di CibusTec Forum, alla presenza di Ivano Vacondio, Presidente di Federalimentare, Franco Amelio, Deloitte Sustainability Leader, Paolo Andrei, Rettore università Parma e Antonio Matonti, Direttore Affari Legislativi Confindustria.

Di fronte alla crisi climatica siamo spesso portati a considerarci impotenti e a demandare alle decisioni delle istituzioni e delle aziende. Invece ogni scelta che facciamo ha ripercussioni non solo dirette, ma anche indirette sulle emissioni totali di gas serra, orientando l’economia, e quindi può favorire la lotta al cambiamento climatico.

Questo mese ha visto l’adozione di una proposta della Commissione europea per nuove regole vincolanti che trasformeranno il modo in cui verranno utilizzati i pesticidi in Europa. Andrew Owen-Griffiths, capo dell’unità Piante e prodotti organici presso la DG SANTE, discute come queste nuove regole proteggeranno la salute e l’ambiente.

Sono stati conseguiti nei tempi previsti tutti i 45 traguardi e obiettivi indicati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il primo semestre 2022. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha quindi inviato alla Commissione europea la richiesta relativa al pagamento della seconda rata dei fondi del PNRR del valore complessivo di 24,1 miliardi di euro, di cui 11,5 miliardi di contributi a fondo perduto e 12,6 miliardi di prestiti.

 Anche le bioplastiche se disperse nell'ambiente hanno tempi lunghi di degradazione: a dirlo uno studio pubblicato sulla rivista Polymers che ha mostrato come i materiali bioplastici, sottoposti a un processo di degradazione, impiegano tempi lunghi per disperdersi nell'ambiente. Se disperse nell’ambiente anziché conferite correttamente nel compost, anche le bioplastiche hanno tempi di degradazione molto lunghi, comparabili a quelli di materiali plastici non bio. Lo dimostrano i risultati di un innovativo esperimento condotto congiuntamente da Consiglio nazionale delle ricerche – coinvolto con l’Istituto dei processi chimico-fisici (Cnr-Ipcf) e l’Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar), Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e Distretto ligure per le tecnologie marine (Dltm), con il supporto di Polizia di Stato - Centro Nautico e Sommozzatori La Spezia (CNeS).

In molti comuni del Nord Italia non piove da più di 100 giorni, l’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po ha lanciato l’allerta sui livelli del fiume quasi completamente in secca, nelle centrali idroelettriche si cominciano a riscontrare significativi cali di produzione e infine è alcuni comuni hanno avviato programmi di razionamento per l’irrigazione volti a salvaguardare i livelli degli acquedotti e quindi dell’acqua potabile. Piemonte e Lombardia sono pronte a chiedere lo stato di emergenza, per Coldiretti Lombardia a rischio c’è la produzione di cibo made in Italy, e infine il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani propone di istituire un Tavolo politico istituzionale.

Scoperto il meccanismo che consente agli enzimi presenti nel suolo in alcuni batteri di eliminare monossido di carbonio (CO) dall’atmosfera.

Secondo alcune elaborazioni dei dati dell’Anagrafe Nazionale Zootecnica, a fine giugno 2021, il patrimonio zootecnico presente in Pianura Padana era costituito: dal 68% del totale nazionale dei bovini, (3.900.000 su 5.700.000); dall’88% dei suini italiani (7.800.000 su 8.850.000); dal 70% del patrimonio nazionale avicolo (103 milioni su 147).

Il settore della meccanizzazione agricola in Italia sta vivendo un vero e proprio boom. Le immatricolazioni alla fine dello scorso anno sono estremamente cresciute. Per esempio, le trattrici sono aumentate del 36%. Alla base di questo exploit c’è anche la politica di incentivi fiscali che ha influito sui grossi investimenti in tecnologia: dai sensori satellitari alla guida autonoma, dai sensori di ultima generazione alla motorizzazione elettrica

Come stanno le nostre imprese in termini di competitività e come stanno gestendo la ripartenza? Se ne è parlato lo scorso ottobre nell’ambito del Made in Italy Summit 2021, una tre-giorni tutta in digitale organizzata da Sole 24 Ore, Financial Times e Sky TG24. Non poteva non trovare spazio anche una riflessione sull’agroalimentare e il settore vitivinicolo con una sessione dedicata ai nuovi scenari e alle prospettive internazionali. “Dobbiamo essere estremamente orgogliosi, perché nell’anno della tempesta perfetta del commercio mondiale, siamo riusciti a crescere di oltre il 10% sui mercati esteri e continuiamo a farlo, nonostante i problemi di logistica”. Sono le parole che Luigi Scordamaglia, Consigliere delegato di Filiera Italia (associazione fra realtà del mondo agricolo e industria alimentare), usa per introdurre la sua riflessione.