Stampa
Attualità
News

Eurostat rileva nel 2025 una nuova riduzione del patrimonio zootecnico europeo. Il ridimensionamento riguarda bovini, suini, ovini e caprini e si inserisce in una trasformazione di lungo periodo del settore zootecnico europeo.

Il numero degli animali allevati nell’Unione europea continua a diminuire. Secondo gli ultimi dati diffusi da Eurostat, nel 2025 il patrimonio zootecnico europeo ha registrato un nuovo calo per tutte le principali categorie considerate: bovini, suini, ovini e caprini.

Nell’Ue risultavano presenti 131,5 milioni di suini, con una riduzione dello 0,5% rispetto all’anno precedente, mentre i bovini sono scesi a 71,6 milioni di capi (-0,4%). Più marcata la contrazione per ovini e caprini, rispettivamente 55,3 milioni (-2,2%) e 10,2 milioni (-2,5%).

Il dato assume maggiore significato se inserito in una prospettiva più ampia. Rispetto al 2015, infatti, il patrimonio zootecnico europeo si è ridotto in modo consistente: i bovini sono diminuiti del 9,7%, i suini dell’8,9%, gli ovini del 12,2% e i caprini del 17,5%.

Eurostat fotografa quindi una tendenza di lungo periodo che sta modificando la struttura produttiva agricola europea. Alla base del fenomeno possono concorrere diversi fattori, tra cui l’evoluzione dei consumi, la redditività degli allevamenti, i costi di produzione e il processo di transizione verso modelli produttivi più sostenibili. Il calo del numero di animali non può essere attribuito a una singola causa, ma rappresenta un cambiamento rilevante per le filiere della carne, del latte e dei prodotti derivati.

Il quadro italiano si inserisce nella dinamica europea, con caratteristiche legate alla specifica struttura produttiva nazionale. La riduzione del patrimonio zootecnico interessa infatti anche il nostro Paese e pone interrogativi sulla capacità futura delle filiere di mantenere livelli produttivi, competitività e approvvigionamento di materie prime.

Fonte: Eurostat, “EU livestock numbers continued to shrink in 2025”.