Assobiotec - Federchimica lancia un piano d'azione per colmare il divario tra ricerca e campi. Tra i temi su cui lavorare la resistenza a siccità e parassiti e la bioconversione degli scarti agricoli. L’importanza di poter contare su tempi autorizzativi veloci.
L'Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie che fa parte di Federchimica lancio un progetto ambizioso che mira a portare la genetica di precisione nei campi per tutelare i raccolti dalla siccità e dal caldo estremo, trasformare gli scarti della lavorazione agricola in biocombustibili e biofertilizzanti e in ingredienti ad alto valore aggiunto, e accelerare la diffusione delle biosoluzioni per ridurre la dipendenza dai fattori di produzione tradizionali.
Sono i pilastri del Position Paper “La Quarta Rivoluzione Agroalimentare”, presentato a Roma da Assobiotec-Federchimica nel corso di un 'evento internazionale nell’ambito della European Biotech Week, l'appuntamento che riunisce le istituzioni europee e nazionali, la comunità scientifica e i protagonisti dell'industria.
La 4° rivoluzione
“Dopo la rivoluzione neolitica che diede vita all’agricoltura e la Rivoluzione Verde del Novecento che aumentò la produzione grazie a nuove varietà vegetali, alla disponibilità di fertilizzanti e ai progressi delle tecniche agronomiche, oggi il settore si trova ad affrontare una sfida del tutto nuova: garantire cibo sicuro, nutriente e sufficiente per una popolazione in crescita, affrontando al tempo stesso la scarsità d'acqua, la perdita di fertilità dei suoli e l'impatto degli eventi climatici estremi - spiega Elena Sgaravatti, Vicepresidente di Assobiotec-Federchimica e Coordinatrice dell'Area Biotech per la Bioeconomia -. La risposta a questa equazione apparentemente impossibile non sta nel consumare più risorse, terra o energia, ma nello sfruttare l’infinitamente piccolo: la conoscenza approfondita della biologia”.
Le potenzialità delle nuove tecnologie
Attraverso le Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA), l'agricoltura può oggi sviluppare piante capaci di resistere naturalmente alla siccità e ai parassiti senza alterarne l'identità o il gusto. Parallelamente, l'impiego di microrganismi utili, enzimi e processi di fermentazione e bioconversione permette di rigenerare i terreni, proteggere la biodiversità e trasformare ciò che un tempo era considerato uno scarto - come i residui di lavorazione o i sottoprodotti agroalimentari - in biofertilizzanti, biostimolanti, biomateriali e persino ingredienti preziosi per la cosmetica e la salute. La biologia diventa così una vera e propria “fabbrica invisibile”, in grado di sostenere un modello di economia pienamente circolare.
Le richieste di Assobiotec
Per rendere operative queste soluzioni sul mercato, Assobiotec sollecita un’attuazione rapida e armonizzata della nuova normativa europea sulle TEA per consentire all'agricoltura di beneficiare in tempi brevi delle innovazioni genomiche a tutela delle colture. Al contempo, l’associazione richiede l'introduzione di corsie autorizzative veloci e mercati favorevoli per le biosoluzioni, affiancate da strumenti finanziari volti a mitigare il rischio degli investimenti industriali e a favorire la nascita di nuove bioraffinerie. “Diventa infine prioritario - conclude Sgaravatti - il rafforzamento dell'ecosistema dell'innovazione, stimolando le sinergie tra università, startup e imprese, investendo nelle nuove competenze e promuovendo una comunicazione pubblica chiara e fondata su solide evidenze scientifiche. Si tratta di misure essenziali per consentire all’Italia e all’Europa di cogliere le opportunità offerte dalle grandi tappe legislative, come il futuro Biotech Act II, la Strategia europea per la Bioeconomia e il pacchetto Omnibus Food & Feed, garantendo al sistema agroalimentare competitività, sostenibilità e autonomia strategica”.
Fonte: Federchimica Assobiotec