Italia del Gusto segnala che la crescita è scesa allo 0,5% nel primo semestre 2026. Alcuni mercati in controtendenza: Germania (+19,3%), Francia (+15%) e Regno Unito (+11,9%). Il Consorzio richiama l'attenzione sul rafforzamento della nostra competitività.
In uno scenario che è quindi caratterizzato da una crescita contenuta, il settore deve affrontare una fase di trasformazione degli equilibri commerciali, che impone alle imprese di rafforzare le proprie strategie di internazionalizzazione e individuare nuove opportunità di sviluppo. Dietro il dato complessivo l'Osservatorio Nomisma segnala che emergono differenze significative tra i principali mercati di destinazione. Gli Stati Uniti segnano una contrazione del 10,8%, a fronte della crescita dei mercati citati più sopra. A cui si aggiunge anche la Spagna (+4,9%).
Una geografia dell'export quindi a più velocità, che evidenzia la crescente importanza di diversificare gli sbocchi commerciali e rafforzare la capacità delle imprese di adattarsi ai cambiamenti della domanda internazionale.
Le difficoltà interessano alcune produzioni simbolo dell'agroalimentare italiano. L'olio d'oliva registra una flessione del 21,9%, il vino del 6% e la pasta dell'1,1%, delineando un quadro nel quale la crescita di alcuni mercati si accompagna alle criticità che attraversano importanti comparti produttivi.
Proposte e prospettive
Alberto Volpe, direttore del Consorzio Italia del Gusto ha dichiarato: “Per le nostre imprese diventa fondamentale diversificare i mercati di destinazione, consolidare le posizioni già acquisite e individuare nuove opportunità di crescita. Il Made in Italy agroalimentare continua a rappresentare un patrimonio straordinario, ma la qualità dei nostri prodotti, da sola, non è più sufficiente a garantire una crescita costante sui mercati internazionali. Occorre investire in strategie di lungo periodo, rafforzare la presenza commerciale nei Paesi che mostrano maggiore dinamismo e sostenere le imprese nell'accesso a nuovi mercati. La crescita registrata in diversi Paesi europei dimostra che esistono opportunità concrete sulle quali costruire nuove prospettive di sviluppo. La sfida è trasformare queste opportunità in risultati duraturi per l'intero sistema agroalimentare italiano”.