Dal 10 gennaio sono entrate nella fase operativa le principali disposizioni del Regolamento (UE) 2023/2842: filiera ittica digitalizzata, controlli più stringenti e nuovi obblighi per gli operatori.
Il Regolamento introduce l’obbligo di digitalizzare la gestione dei dati dei prodotti ittici lungo l’intera filiera. La misura dell'Unione europea nell’ambito della riforma del sistema di controllo della pesca, segna un passaggio strutturale verso una tracciabilità completamente digitale del pesce commercializzato sul mercato europeo.
Il regolamento era già entrato formalmente in vigore il 9 gennaio 2024, ma da quest’anno diventano operative le disposizioni più rilevanti per gli operatori.
Le nuove regole riguardano inizialmente i prodotti della pesca e dell’acquacoltura freschi e surgelati. Gli operatori devono garantire che tutte le informazioni di tracciabilità — dalla cattura o allevamento fino alla vendita — siano raccolte, trasmesse e conservate in formato digitale, assicurando un flusso continuo e verificabile lungo la catena di approvvigionamento.
L’obiettivo è rendere ogni lotto di prodotto completamente rintracciabile attraverso sistemi informatici integrati, superando progressivamente la documentazione cartacea e facilitando i controlli da parte delle autorità.
Estensione progressiva fino al 2029
L’introduzione del sistema è graduale.Dal 2029 l’obbligo di gestione digitale dei dati sarà esteso anche ai prodotti trasformati, comprese le preparazioni e le conserve di pesce, crostacei e molluschi lavorati, altri invertebrati acquatici e anche alghe marine.
Secondo le istituzioni europee, la digitalizzazione della tracciabilità dovrebbe rafforzare la trasparenza del mercato, migliorare l’efficacia dei controlli e contrastare più efficacemente la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.
Un sistema informativo condiviso consente infatti di verificare con maggiore precisione l’origine dei prodotti, ridurre le frodi e migliorare la raccolta dei dati necessari alla gestione sostenibile delle risorse marine.
Le conseguenze per le imprese
Per le aziende della filiera ittica, il regolamento comporta l’adeguamento dei sistemi informativi e dei processi di gestione dei dati. In molti casi sono richiesti investimenti tecnologici, formazione del personale e integrazione con piattaforme digitali di certificazione e controllo.
Le organizzazioni di settore sottolineano che la transizione digitale richiederà tempo e supporto, soprattutto per le imprese di dimensioni più ridotte.
Il nuovo sistema è generalmente considerato un passo avanti in termini di trasparenza e sicurezza alimentare, ma non mancano perplessità.
Parte del comparto della pesca ha espresso preoccupazione per l’aumento degli oneri amministrativi e dei costi di adeguamento. Alcune rappresentanze dei lavoratori, tra cui la FLAI CGIL, hanno inoltre sollevato dubbi su specifiche misure di controllo elettronico previste dalla riforma complessiva del sistema di vigilanza, segnalando possibili criticità legate alla gestione dei dati e alla tutela della privacy degli operatori.
A questo proposito può essere utile uno strumento realizzato da GS1 Italy dal nome “Tracciabilità del pesce fresco e surgelato: nuovi obblighi di legge e standard GS1”. Si tratta di una guida rapida e operativa, disponibile gratuitamente online, che fornisce una visione d’insieme sui nuovi obblighi di legge previsti per il 2026 in tema di tracciabilità del pesce fresco e surgelato e sul supporto fornito dagli standard GS1.