La Commissione europea conferma l’impianto del regolamento EUDR contro la deforestazione importata, ma introduce una serie di semplificazioni operative per facilitare l’applicazione delle nuove regole da parte delle imprese europee.
Con il pacchetto di aggiornamenti pubblicato a maggio 2026, Bruxelles ha chiarito che le scadenze restano confermate: il regolamento entrerà in applicazione dal 30 dicembre 2026 per grandi e medie imprese, mentre micro e piccole imprese avranno tempo fino al 30 giugno 2027.
L’EUDR (“EU Deforestation Regulation”) riguarda le filiere considerate a rischio di deforestazione o degrado forestale: bovini, cacao, caffè, olio di palma, gomma, soia e legno, oltre ai prodotti derivati inclusi nell’Allegato I del regolamento. Le aziende dovranno dimostrare che i prodotti immessi sul mercato europeo siano “deforestation-free”, conformi alla normativa del Paese di origine e accompagnati da una dichiarazione di due diligence.
Le novità
Uno dei principali chiarimenti introdotti dalla Commissione riguarda la distribuzione degli obblighi lungo la filiera. La due diligence completa resterà soprattutto a carico degli operatori che immettono per la prima volta i prodotti sul mercato UE, mentre gli operatori a valle avranno obblighi documentali più limitati, legati principalmente alla conservazione dei riferimenti alle dichiarazioni già presentate dai fornitori.
Tra le novità più rilevanti figura anche la revisione dell’elenco dei prodotti soggetti al regolamento. La Commissione ha avviato una consultazione pubblica, aperta fino al 1° giugno 2026, per aggiornare l’Allegato I ed evitare possibili elusioni delle norme. Tra i prodotti che potrebbero essere inclusi compaiono il caffè solubile e alcuni derivati dell’olio di palma, mentre potrebbero essere esclusi alcuni prodotti editoriali, beni usati e altre categorie considerate a basso rischio.
Il pacchetto di semplificazioni introduce inoltre una procedura alleggerita per micro e piccoli operatori primari europei, come agricoltori e silvicoltori, con l’obiettivo di ridurre il peso amministrativo senza eliminare gli obblighi di tracciabilità.
Per le imprese agroalimentari italiane, l’EUDR rappresenta comunque un passaggio strategico. Anche le aziende che non importano direttamente materie prime potrebbero essere coinvolte come operatori a valle o soggetti chiamati a garantire la tracciabilità delle forniture lungo la catena commerciale.
Secondo la Commissione europea, le modifiche introdotte puntano a rendere il regolamento più proporzionato e applicabile, senza modificarne gli obiettivi ambientali di fondo.
Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare la documentazione ufficiale della Commissione europea sull’EUDR.