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La Commissione europea presenta il nuovo Piano d’Azione sui fertilizzanti: aiuti immediati per contenere i costi delle filiere agricole e strategia di lungo periodo per rafforzare la produzione europea, mentre l’Ue accelera anche sui dazi alle importazioni da Russia e Bielorussia.

La Commissione europea ha presentato a Strasburgo il nuovo Piano d’Azione sui fertilizzanti, un pacchetto di misure pensato per fronteggiare l’aumento dei prezzi e le difficoltà di approvvigionamento che stanno mettendo sotto pressione l’agricoltura europea. L’iniziativa punta a garantire fertilizzanti a costi sostenibili per la prossima stagione di semina, rafforzando al tempo stesso la produzione interna e accelerando la transizione verso soluzioni a basse emissioni di carbonio e di origine biologica.

Il piano nasce in un contesto ancora segnato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalla guerra in Ucraina, fattori che continuano ad alimentare la volatilità dei mercati energetici e delle materie prime. Bruxelles evidenzia come l’Europa resti fortemente dipendente dalle importazioni di fertilizzanti e dal gas naturale necessario alla loro produzione.

Una strategia a due livelli

La strategia della Commissione si sviluppa su due livelli. Nel breve periodo sono previste misure di sostegno finanziario e strumenti per migliorare la liquidità delle imprese agricole, oltre alla possibilità di rafforzare le riserve di crisi della Politica agricola comune. Sul fronte strutturale, invece, l’obiettivo è incentivare la produzione europea di fertilizzanti, sostenere l’innovazione industriale e promuovere l’utilizzo di prodotti biologici, circolari e a basse emissioni.

Parallelamente, il Consiglio dell’Unione Europea ha confermato l’introduzione progressiva di nuovi dazi sulle importazioni di fertilizzanti e prodotti agricoli provenienti da Russia e Belarus. La misura punta a ridurre la dipendenza europea dalle forniture dei due Paesi e a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti nel medio-lungo periodo.

Il commento di Federalimentare

Il tema resta particolarmente sensibile per il settore agricolo europeo, alle prese con costi elevati per energia e materie prime. Secondo le organizzazioni agricole, il rischio è un impatto diretto sulla competitività delle imprese agroalimentari e sui prezzi lungo la filiera.

Così si è espresso Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare: “Federalimentare accoglie con favore la decisione del Consiglio dell’Unione Europea (…) Si tratta di un segnale positivo che va nella direzione di alleggerire, almeno in parte, i costi che gravano sulle filiere agricole e agroalimentari europee, in una fase ancora caratterizzata da forti tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati energetici e delle materie prime.

“Tuttavia – aggiunge – questa misura deve rappresentare solo un primo passo. (…) È necessario affiancare agli interventi emergenziali una visione di medio-lungo periodo che rafforzi la produzione europea, sostenga l’innovazione e favorisca una più ampia diversificazione degli approvvigionamenti. In questa prospettiva, appare strategico incentivare l’importazione di materie prime e fertilizzanti essenziali, in particolare potassio e fosfati, da partner affidabili e stabili, rafforzando relazioni commerciali con Paesi come il Canada e il Marocco, in grado di garantire continuità, sicurezza e sostenibilità delle forniture”.