I risultati di uno studio di Nomisma. Gli oltre 23.000 allevamenti da latte attivi in Italia, con circa 2,6 milioni di capi, nel tempo hanno visto una costante crescita della produzione di latte, che nel 2025 si è attestata a 9.932 kg per capo, grazie anche al contributo offerto dalla mangimistica.
Al contempo si registra una maggiore specializzazione della produzione nelle aree vocate in cui si producono i grandi formaggi DOP, con Il 75% delle consegne di latte bovino che si concentra in 15 province di 5 regioni (Piemonte, Lombardia, Tentino-Alto Adige, Veneto ed Emilia-Romagna).
I numeri sono stati illustrati da Denis Pantini, Responsabile Agroalimentare di Nomisma, in occasione dell’evento “Performances di mercato, scenari evolutivi e prospettive per i formaggi DOP italiani” organizzato da Progeo, un gruppo cooperativo tra i più importanti del Paese, con un fatturato consolidato superiore che sfiora i 400 milioni di euro, 13.400 soci, 3.000 aziende conferenti e oltre 5.000 allevatori.
I formaggi DOP nel sistema lattiero-caseario italiano ed europeo
L’Italia ha una posizione di primo piano nelle produzioni di qualità DOP e IGP, di cui i formaggi rappresentano un pilastro fondamentale nella produzione agroalimentare. Nello specifico, sono 893 le indicazioni geografiche riconosciute, pari al 26% del totale europeo, dato che colloca il nostro Paese al 2° posto assoluto alle spalle solamente della Francia.
Nel 2025 il valore della produzione dei formaggi DOP italiani è stato complessivamente superiore ai 5,8 miliardi di euro.
Lo studio di Nomisma, realtà specializzata in ricerche, analisi economiche e attività di consulenza per i diversi settori della filiera agroalimentare, mette in evidenza come, in un contesto nazionale di consumi alimentari stagnanti, quelli relativi ai prodotti lattiero-caseari risultino in ripresa, con un +32,9% a valori correnti rispetto al 2015 e un +6,2% a valori costanti. Al contempo, anche il mercato estero cresce a ritmo sostenuto.
In questo scenario di mercato, i formaggi DOP rappresentano la componente più rilevante, con Grana Padano e Parmigiano Reggiano come asset principali. Basti infatti pensare che quasi la metà di tutto il latte vaccino italiano finisce nelle produzioni DOP e ben il 38% è indirizzato a Grana Padano e Parmigiano Reggiano.
Questa destinazione a formaggi a denominazione rappresenta una “garanzia” di stabilità economica per gli allevatori e gli altri operatori delle relative filiere territoriali, come anche storicamente dimostrato dalla minor volatilità delle quotazioni dei formaggi DOP rispetto ai prezzi del latte.