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Secondo un’indagine di Too Good To Go sulle abitudini di acquisto, i consumi e la gestione degli avanzi durante la Pasqua, il 30% degli acquirenti indica proprio i dolci tra gli alimenti più sprecati. Le cause: l’eccesso di cibo acquistato o preparato e gli acquisti impulsivi.

Il paradosso della Pasqua: proprio i prodotti simbolo della tradizione coe le uova di cioccolato e le colombe, risultano tra i più soggetti a spreco. È quanto emerge da un’indagine condotta da Too Good To Go, azienda impegnata nella lotta allo spreco alimentare, sugli utenti della sua community, con l’obiettivo di analizzare abitudini di acquisto, consumi e rapporto con il cibo non utilizzato.

I dati dicono che oltre 8 intervistati su 10 (86%) dichiara di celebrare la ricorrenza acquistando uova di cioccolato e dolci tipici, per sé e/o per gli altri. Eppure, per un intervistato su tre, sono proprio i prodotti pasquali tradizionali a finire più facilmente tra gli sprechi. Non mancano però segnali incoraggianti: complice forse anche il contesto del caro vita, cresce l’attenzione verso un consumo più consapevole. Quasi un intervistato su due (45%) afferma infatti che quest’anno avrebbe sprecato meno rispetto al passato.

Spesa, luogo di acquisto e spreco

Per i prodotti della tradizione la spesa è generalmente contenuta ma diffusa. Circa 1 intervistato su 3 (34%) spende meno di 20 euro per dolci e uova, mentre quasi 2 su 3 (64%) restano sotto i 30 euro.

Il luogo privilegiato per gli acquisti è il supermercato, scelto dal 73% degli intervistati, mentre solo una minoranza si rivolge a pasticcerie (7,4%) o negozi specializzati (3%). Tra le alternative emergono panetterie, mercati locali, acquisti online e app antispreco.

Nonostante il forte consumo, proprio i dolci tipici pasquali risultano la categoria più soggetta a spreco (30%). Seguono pane e sostituti (23%) e secondi piatti (8,5%).

Interessante le ragioni alla base degli sprechi, quello che è certamente un fattore culturale e comportamentale: il 45% degli intervistati indica come causa principale l’acquisto o la preparazione di quantità eccessive di cibo. A questo si aggiungono acquisti impulsivi (12%), scarsa pianificazione dei pasti (8%) e la difficoltà di stimare correttamente le porzioni per gli ospiti (7%). Solo il 20% dichiara di non riscontrare sprechi. Ci sono però segnali incoraggianti: la volontà di ridurre lo spreco e maggiore attenzione nella gestione degli avanzi. Anche i comportamenti post-festività riflettono una maggiore attenzione: il 72,7% consuma gli avanzi nei giorni successivi, mentre il 27,8% li congela. Inoltre, il 18,3% li riutilizza in ricette antispreco e il 17,1% dichiara di non sprecare affatto.

“I dati registrati evidenziano come la Pasqua resti un momento di convivialità e abbondanza, ma anche un’occasione chiave per riflettere sulle abitudini di consumo. Ridurre lo spreco passa soprattutto da una migliore pianificazione degli acquisti e da una gestione più consapevole delle quantità” commenta Mirco Cerisola, Country Director Italia di Too Good To Go. “L’attuale contesto economico, ancora incerto e caratterizzato da una crescente attenzione ai costi, sta probabilmente spingendo molte persone ad adottare comportamenti più prudenti anche nella gestione del cibo. In questo scenario, una realtà come Too Good To Go, continua a promuovere soluzioni concrete per supportare utenti e aziende nella riduzione dello spreco alimentare, contribuendo a rendere le festività più sostenibili e responsabili, senza rinunciare al piacere del buon cibo a un prezzo accessibile.”