L’OI Pomodoro da Industria Nord Italia ha resi noti i dati dei prodotti finiti del 2025, confermando la regolarità dei pagamenti; sono stati definiti i contratti per il pomodoro da industria della campagna 2026. I numeri confermano che quello del Nord Italia è il maggior distretto produttivo europeo.
La produzione è riorientata nel tempo verso le lavorazioni a più alto valore aggiunto mentre il pomodoro destinato alla passata è aumentato dal 23% al 33% in dieci anni.
L’Organizzazione Interprofessionale Pomodoro da industria Nord Italia, che nel corso della campagna 2025 ha monitorato i pagamenti relativi al pomodoro fra gli operatori della filiera del pomodoro del Nord Italia, comunica che sono stati completati tutti con regolarità e sono stati effettuati entro i termini di legge dalle imprese di trasformazione alle organizzazioni di produttori agricoli (OP) e da queste ai soci produttori.
Dando seguito a quanto previsto dall’Accordo Quadro Nord Italia, le organizzazioni di produttori e le imprese di trasformazione associate hanno definito i contratti per il pomodoro da industria della campagna 2026 e li hanno depositati presso l’OI per la verifica. Costituiranno la base del monitoraggio di quanto effettivamente consegnato in termini di quantità e qualità.
Prodotti finiti 2025
In base a quanto stabilito dai soci dell’OI nelle Regole Condivise, al termine della campagna 2025 l’OI Pomodoro da Industria Nord Italia ha raccolto ed elaborato i dati relativi ai prodotti ottenuti dalla prima trasformazione di oltre 3 milioni di tonnellate di pomodoro fresco coltivato su circa 45.000 ettari e lavorato nei 28 stabilimenti operativi nell’areale.
La campagna, partita da metà luglio e durata circa tre mesi, ha portato alla produzione di:
- polpe (39%)
- passate (33%)
- concentrati (27%)
- sughi (1%).
L’OI Pomodoro da Industria Nord Italia evidenzia come la produzione sia stata riorientata nel tempo verso le lavorazioni a più alto valore aggiunto. In particolare, il pomodoro destinato alla passata è aumentato dal 23% al 33% in dieci anni, confermando il Nord Italia come leader di questo segmento. La passata è ottenuta esclusivamente da pomodoro raccolto nei campi dell’areale e consegnato fresco alle imprese per la lavorazione, come stabilito dalla normativa italiana dal 2005.
Circa il 93% del pomodoro lavorato proviene da produzione integrata e il 7% da produzione biologica.
Anche per il segmento biologico la passata è il prodotto finito principale.
I canali commerciali di destinazione rimangono abbastanza stabili nel tempo, seppur con qualche oscillazione negli anni: Industria 50%, Horeca 21%, Retail 29%-
Con questi numeri quello del Nord Italia si conferma essere il maggior distretto produttivo europeo per il pomodoro da industria e la sua Organizzazione Interprofessionale auspica che sia esteso a livello europeo l’obbligo di indicazione della provenienza di origine del pomodoro nei prodotti finiti così come previsto dalla legge italiana, a vantaggio dei consumatori, degli agricoltori e delle industrie che operano nel rispetto delle norme e della trasparenza.