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Esistono etichette, certificazioni e standard che possono guidare le aziende che desiderano migliorare e comunicare le proprie prestazioni. In questo contesto si inserisce il progetto FISHIMPACT, coordinato dall’Università di Spalato (Croazia) e co-finanziato dal programma europeo di cooperazione territoriale Interreg IPA-ADRION.

Le aziende del settore della pesca e dell’acquacoltura, ovvero dell’allevamento di pesci, molluschi e crostacei, sono sempre più impegnate ad affrontare le questioni ambientali, sociali, di salute e nutrizione.

Per affrontare queste tematiche e impegnarsi a migliorare continuamente le proprie prestazioni, tali operatori si trovano a fronteggiare sfide su più livelli: dal cambiamento climatico alla pesca illegale, dal miglioramento delle condizioni dei lavoratori alla tracciabilità dei propri prodotti, dal sovrasfruttamento delle risorse ittiche alla gestione di acqua e suolo per l’acquacoltura.

Molte organizzazioni private e pubbliche, governative e non governative, hanno identificato strategie, linee guida e buone pratiche per favorire il successo del settore della pesca e dell’acquacoltura, aggiungendo ulteriore valore ai loro prodotti e contribuendo a garantire la propria prosperità e quella dei territori e delle comunità in cui operano.

Rischio greenwashing

Sul mercato è evidente la volontà da parte delle aziende di comunicare i propri prodotti in relazione a questi aspetti, ma se queste affermazioni non sono sempre supportate da credenziali chiare e affidabili, c’è il rischio che si verifichino situazioni di “greenwashing”.

Tuttavia, esistono una serie di etichette, certificazioni e standard che possono guidare le aziende che desiderano impegnarsi seriamente nel misurare, migliorare e comunicare le proprie prestazioni in modo solido e trasparente, e la loro adozione è in crescita.

In questo contesto si inserisce il progetto FISHIMPACT, coordinato dall’Università di Spalato (Croazia) e co-finanziato dal programma europeo di cooperazione territoriale Interreg IPA-ADRION.

Il progetto fishimpact

Le attività, iniziate nel 2024, vedono il coinvolgimento di dieci partner di 6 Paesi dell’area adriatico-ionica che fanno parte dell’Unione europea, ovvero Italia, Croazia e Grecia, o sono supportati dallo “Strumento di assistenza pre-adesione” dell’Unione, ovvero Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Albania.

In quest’area, il settore di pesca e acquacoltura riveste storicamente una grande importanza. In particolare, con quasi 300 mila tonnellate di prodotto l’anno, Italia, Grecia e Croazia detengono quasi il 30% dell’acquacoltura europea, con la maricoltura come forma più rilevante.

Il progetto FISHIMPACT sta sviluppando e metterà a disposizione strumenti, opportunità di discussione e materiali formativi per coinvolgere gli stakeholder, in primis aziende e consumatori, e consentire loro di costruire insieme un settore della pesca e dell’acquacoltura più attento e attivo sulle questioni ambientali, sociali, di salute e nutrizione.

ENEA, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, è uno dei partner italiani del progetto. In particolare, come prima attività all’interno del progetto, ENEA ha analizzato il settore, con particolare attenzione all’area adriatico-ionica e prendendo in considerazione l’intera filiera, dalla pesca e dall’acquacoltura alla lavorazione del prodotto ittico, fino al consumatore finale.

ENEA ha individuato alcuni dei principali fattori che spingono il settore verso un maggiore interesse per le tematiche ambientali, sociali, di salute e nutrizione.

La regolamentazione europea diventa sempre più dettagliata e stringente, spingendo i Paesi membri e le aziende che operano sui loro territori ad armonizzare e monitorare le proprie politiche, proteggere gli ecosistemi marini, promuovere la transizione verso l’energia rinnovabile, comunicare in modo corretto, completo e trasparente ai consumatori caratteristiche e qualità nutrizionali dei prodotti.

I consumatori mostrano una crescente attenzione all’origine, alla salute e alla sostenibilità dei prodotti ittici. Per rispondere a questa attenzione, le grandi catene di distribuzione si sono impegnate pubblicamente ad approvvigionarsi di prodotti ittici sostenibili e richiedono ai propri fornitori standard che vanno oltre i requisiti normativi di base, spesso da dimostrare con certificazioni accreditate e affidabili pena l’esclusione dai propri punti vendita.

Infine, le possibilità di accesso a finanziamenti e incentivi, per esempio quelli del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura (FEAMPA), aiutano le aziende che vogliano impegnarsi a rendere i propri prodotti più sostenibili, sicuri e nutrienti e facilitano l’adozione di buone pratiche e l’impegno verso il miglioramento continuo.

A tal fine, per aiutare le aziende del settore pesca e acquacoltura, in particolare micro, piccole e medie imprese, ad affrontare le sfide poste dal contesto europeo e internazionale, sfruttando i fattori trainanti descritti sopra, nei prossimi mesi ENEA svilupperà uno strumento di autovalutazione multilingue, integrato con una banca dati di buone pratiche, che permetterà alle aziende di fare una prima valutazione delle proprie potenzialità e dei propri punti critici in relazione alle tematiche ambientali, sociali, di salute e nutrizione e offrirà spunti concreti di miglioramento.

Lo strumento sarà quindi testato su un centinaio di aziende ittiche dei Paesi che saranno coinvolte indirettamente in FISHIMPACT e, insieme a strumenti per la comunicazione ai consumatori, materiale di formazione e iniziative di divulgazione, costituirà uno dei risultati principali di tale progetto.

Pesca e acquacoltura possono quindi offrire grandi opportunità per lo sviluppo della “blue economy” nell’area adriatico-ionica, rappresentando un comparto in grado di assicurare sviluppo e competitività di operatori del settore e comunità sia nelle regioni costiere che nelle aree interne. Il progetto FISHIMPACT intende dare un contributo agli sforzi del settore ittico, sostenendo le imprese nell’adottare nuovi standard e buone pratiche ambientali, sociali, di salute e nutrizione, sia a livello organizzativo che per i propri prodotti, favorendo la cooperazione tra gli Stati per sviluppare strategie comuni di gestione sostenibile, tenendo conto delle specificità geopolitiche e dei diversi contesti giuridici e amministrativi dei Paesi coinvolti.

Nicola Colonna, Sara Cortesi e Maurizio Notarfonso
Ricercatori di ENEA - Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile
https://fishimpact.interreg-ipa-adrion.eu/
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