Le prime stime della Commissione europea indicano per la campagna 2026/27 il livello produttivo più basso dal 2013. Intanto l'UE si prepara a tornare importatrice netta e restano da valutare gli effetti delle alte temperature sulle rese.
Secondo l'analisi di Areté, da inizio anno i prezzi europei dello zucchero hanno registrato aumenti del 6,3% sul mercato europeo e del 6,1% nel Centro-Nord Italia (tra febbraio e giugno), sostenuti da aspettative di una minore produzione 2026/27.
Secondo le prime proiezioni della Commissione europea, la produzione dovrebbe attestarsi a 14,1 milioni di tonnellate, in calo del 15% rispetto alla campagna in corso e al livello più basso dal 2013. Alla riduzione delle superfici coltivate, stimata nell'8%, si aggiungerebbe un ritorno delle rese verso la media storica, con un calo del 6% rispetto al 2025/26. Un quadro sostanzialmente in linea con le precedenti previsioni di Areté.
Nonostante un aumento del 14% delle scorte iniziali e consumi sostanzialmente stabili (-0,4%), l'Unione europea dovrebbe tornare a essere importatrice netta di zucchero dopo tre campagne di esportazione netta. Le stime indicano infatti un aumento del 43% delle importazioni e una riduzione del 20% delle esportazioni. Il saldo passerebbe da circa 750 mila tonnellate nette esportate a 700 mila tonnellate nette importate. Resta inoltre da monitorare il possibile impatto delle temperature elevate, che potrebbero portare a una revisione al ribasso delle rese.
Importazione senza dazi
Nel frattempo, è entrata in vigore la sospensione del Regime di Perfezionamento Attivo (IPR) per lo zucchero grezzo, che consente l'importazione in esenzione da dazio di prodotto destinato alla trasformazione e alla successiva riesportazione. La misura è operativa dal 27 maggio per un anno, con una verifica degli effetti prevista entro sei mesi. Nelle ultime tre campagne sono state importate in media 491 mila tonnellate di zucchero grezzo attraverso questo regime, un quantitativo che potrà essere compensato solo in parte dalle 190 mila tonnellate a dazio zero previste dall'accordo ad interim con il Mercosur, in vigore dal 1° maggio.
Fonte: Aretè