Stampa
Attualità
News

In occasione della Giornata Europea del Biologico, AssoBio ricorda come sia importante il ricambio generazionale dei consumi. Il biologico cresce, ma per costruire il proprio futuro non basta più raccontarlo attraverso i concetti tradizionali di naturalità e sostenibilità: occorre spiegare perché sceglierlo con esempi concreti.

Nicoletta Maffini, Presidente di AssoBio lo spiega senza mezzi termini: “Oggi il mercato è sostenuto principalmente dai Baby Boomer, dalla Generazione X e dai Millennial, ma il vero banco di prova sarà costruire una relazione con la Generazione Z, adottando linguaggi, strumenti e canali coerenti con il suo modo di informarsi e di scegliere”.

La Gen Z (persone nate tra la seconda metà degli anni novanta del XX secolo e degli anni zero del XXI secolo[), utilizza canali informativi, criteri di scelta e codici comunicativi diversi da quelli delle generazioni precedenti. Per coinvolgerla, il settore deve superare una narrazione prevalentemente descrittiva e riuscire a collegare le caratteristiche del metodo biologico ai valori rilevanti per i giovani consumatori. Salute, tutela dell’ambiente, biodiversità, etica, trasparenza e responsabilità verso le generazioni future possono diventare gli elementi di un nuovo racconto del bio, purché siano tradotti in informazioni concrete, verificabili e comprensibili.

I numeri del bio in Italia

I comportamenti degli italiani mostrano un terreno ben disposto. Secondo il Rapporto Coop 2026, il 65% degli intervistati si dichiara favorevole alla riduzione dei consumi e degli sprechi, con percentuali sostanzialmente analoghe tra generazioni e classi sociali. I prodotti che fanno bene alla persona sono ritenuti importanti dal 73% degli intervistati e il 57% si dichiara disposto a pagarli di più. Le percentuali si attestano rispettivamente al 63% e al 45% per i prodotti che fanno bene alla comunità, e al 61% e al 42% per quelli considerati positivi per l’ambiente.

“Questi dati ci mostrano un Paese sempre più sensibile al benessere, alla sostenibilità e alla riduzione degli sprechi”, osserva Maffini. “È un cambiamento culturale che rappresenta un’opportunità per il biologico, ma ci indica anche una precisa responsabilità: dobbiamo collegare meglio il beneficio individuale con quello collettivo, mostrando che prendersi cura della propria alimentazione può significare anche tutelare il suolo, l’acqua, la biodiversità e le comunità agricole”.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

Le tecnologie digitali stanno già cambiando il modo in cui le persone ricercano informazioni, scelgono i prodotti e organizzano la propria alimentazione. Il più recente Rapporto Coop evidenzia che il 74% dei consumatori italiani dichiara di utilizzare l’intelligenza artificiale - il valore più alto tra i Paesi rilevati, davanti a Stati Uniti e Regno Unito -. Il 28% affiderebbe inoltre a un robot umanoide il compito di cucinare e preparare i pasti, percentuale che raggiunge il 52% tra i componenti della Generazione Z.

Le tecnologie digitali possono aiutare a rendere più accessibili informazioni complesse, valorizzare la tracciabilità delle filiere e costruire una relazione più diretta con i consumatori, soprattutto con quelli più giovani. La condizione irrinunciabile è che i contenuti siano corretti, verificabili e riconducibili a fonti autorevoli.

Il Marchio del Biologico Italiano

La Giornata Europea del Biologico è anche l’occasione per promuovere il Marchio del Biologico Italiano, che affiancherà il logo europeo con l’obiettivo di valorizzare ulteriormente le produzioni biologiche nazionali. Il Marchio potrà svolgere una funzione rilevante sia nella comunicazione verso i giovani sia sui mercati internazionali, purché sia accompagnato da un racconto chiaro, unitario e fondato su elementi distintivi concreti.