La Commissione europea ha proposto una revisione mirata del regolamento (UE) 2018/848 per chiarire alcuni aspetti applicativi della normativa sul biologico, ridurre gli oneri amministrativi e rafforzare l'efficacia dei controlli. Le modifiche riguardano, tra l'altro, etichettatura dei prodotti importati, gruppi di operatori e piccoli rivenditori.
La normativa europea sul biologico si prepara a un aggiornamento. La Commissione europea ha infatti presentato una proposta di modifica del regolamento (UE) 2018/848, in vigore dal 2022, con l'obiettivo di rendere il quadro normativo più chiaro, semplificarne l'applicazione e affrontare alcune criticità emerse nei primi anni di attuazione.
L'intervento non modifica i principi fondamentali della produzione biologica europea, ma introduce una serie di adeguamenti puntuali destinati a migliorare il funzionamento del sistema, ridurre gli adempimenti amministrativi e garantire condizioni di maggiore uniformità tra gli operatori dei diversi Stati membri. La proposta si inserisce inoltre nelle iniziative europee di semplificazione normativa e di rafforzamento della competitività del comparto agricolo.
Le principali novità della proposta
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda i prodotti biologici importati dai Paesi terzi. La Commissione propone infatti di precisare le condizioni per l'utilizzo del logo biologico dell'Unione europea sui prodotti provenienti da Paesi che operano ancora nell'ambito di accordi di equivalenza. L'obiettivo è assicurare che il marchio europeo continui a rappresentare il rispetto degli standard previsti dalla normativa UE, evitando possibili difformità interpretative e garantendo ai consumatori un livello uniforme di tutela.
Tra le modifiche previste figurano anche interventi destinati a semplificare l'attività degli operatori. La proposta amplia infatti la possibilità di costituire gruppi di operatori, strumento particolarmente importante per le piccole aziende agricole, riducendo alcuni vincoli che ne limitavano l'utilizzo. Parallelamente vengono riviste alcune disposizioni riguardanti i piccoli rivenditori di prodotti biologici non preimballati, elevando le soglie al di sotto delle quali non sarà necessario aderire al sistema di certificazione previsto per gli operatori del settore. Si tratta di misure che puntano a diminuire gli oneri amministrativi senza compromettere il sistema dei controlli.

La Commissione propone inoltre una semplificazione delle procedure relative ai prodotti impiegati per la pulizia e la disinfezione negli impianti di produzione biologica. L'intento è rendere più agevole l'applicazione delle norme da parte degli operatori, mantenendo invariati gli standard di sicurezza e di integrità della produzione biologica.
Accanto agli interventi normativi, Bruxelles ha annunciato anche una serie di iniziative complementari. Tra queste figurano il rafforzamento del sistema europeo di controllo e audit per consolidare l'affidabilità della certificazione biologica, l'aggiornamento delle linee guida interpretative e dei documenti di domande frequenti destinati agli operatori, oltre alla pubblicazione di specifiche relazioni sull'impiego delle sementi biologiche, sulla disponibilità di mangimi proteici biologici e sull'applicazione delle disposizioni relative alla presenza di sostanze non autorizzate nelle produzioni biologiche. Tali attività potranno costituire la base per eventuali ulteriori interventi normativi.
L'iter legislativo ancora da completare
Secondo la Commissione europea, gli aggiornamenti proposti consentiranno di mantenere elevati gli standard che caratterizzano il sistema biologico dell'Unione, favorendo nello stesso tempo l'innovazione, gli investimenti e la competitività delle imprese del settore. L'esecutivo europeo ricorda inoltre che nell'Unione operano oltre 381.000 agricoltori biologici, un numero cresciuto di circa il 30% rispetto al 2018, e che il comparto continua a rappresentare uno degli elementi centrali delle politiche europee per la sostenibilità agricola.
La proposta legislativa dovrà ora completare l'iter previsto dalla procedura legislativa ordinaria. Dopo la presentazione della Commissione, il Consiglio dell'Unione europea ha già definito la propria posizione negoziale, aprendo la strada al confronto con il Parlamento europeo, che porterà alla definizione del testo definitivo.
Fonte: Commissione europea – proposta di revisione del regolamento (UE) 2018/848 sull'agricoltura biologica; Consiglio dell'Unione europea.