Il più recente rapporto europeo sulle zoonosi evidenzia un aumento dei casi umani e dei focolai alimentari. Dall’interazione tra uomo, animali e ambiente emergono rischi crescenti, ma anche strumenti sempre più efficaci di monitoraggio e prevenzione.
Negli ultimi anni la salute pubblica è stata sempre più interpretata attraverso il paradigma “One Health”, che considera inscindibile il legame tra salute umana, animale e ambientale. Il rapporto europeo sulle zoonosi del 2024 (The European Union One Health 2024 Zoonoses Report - DOI: 10.2903/j.efsa.2025.9759) si inserisce pienamente in questa visione, raccogliendo dati da 27 Stati membri e altri Paesi per tracciare una mappa aggiornata dei rischi biologici. Le zoonosi, malattie trasmesse dagli animali all’uomo, rappresentano una delle principali sfide sanitarie contemporanee. Il loro monitoraggio sistematico consente non solo di comprendere l’andamento epidemiologico, ma anche di individuare i punti critici lungo la filiera alimentare e negli ecosistemi.
Le infezioni più diffuse: un trend in crescita
Nel 2024 le infezioni più frequentemente segnalate nell’uomo sono state la campilobatteriosi e la salmonellosi, seguite dalle infezioni da Escherichia coli produttore di tossina Shiga. Un dato rilevante è l’aumento significativo di queste patologie negli ultimi cinque anni, segnale di una pressione epidemiologica in crescita. Tra le zoonosi, la listeriosi si distingue per la sua gravità: pur essendo meno diffusa, presenta il più alto tasso di ospedalizzazione e mortalità. Questo evidenzia come non sia solo la frequenza a determinare il rischio sanitario, ma anche la severità clinica.
Cibo e contaminazione: dove si annida il rischio
Il rapporto sottolinea il ruolo cruciale degli alimenti nella trasmissione delle zoonosi. In particolare, Salmonella associata a uova e prodotti a base di uova rappresenta una delle combinazioni più problematiche. Tuttavia, un dato sorprendente riguarda gli alimenti di origine non animale: frutta e verdura sono stati associati al maggior numero di decessi nei focolai con evidenza forte. Questo fenomeno riflette la complessità della contaminazione lungo la filiera alimentare, che può avvenire durante la produzione, la trasformazione o la distribuzione. Inoltre, i controlli ufficiali tendono a rilevare una maggiore presenza di patogeni rispetto ai controlli interni delle aziende, suggerendo margini di miglioramento nei sistemi di autocontrollo.
di Diletta Gaggia