Stampa
Professione
L’editoriale

Il richiamo alla sostenibilità e, in particolare, all’economia circolare è ormai onnipresente nei programmi di politica industriale, nei piani d’azione europei e nelle strategie aziendali.

Al di là dei titoli altisonanti e delle dichiarazioni politiche, però, è giunto il momento di chiederci cosa significhi davvero, nella pratica quotidiana, trasformare un modello lineare di produzione agroalimentare in uno – per usare la formula più comune – circolare e rigenerativo.

Il principio del “fare di più e meglio con meno” sintetizza bene l’urgenza di ridurre sprechi, valorizzare sottoprodotti e ottimizzare l’uso delle risorse. Ma la circolarità non può esaurirsi in singole buone pratiche o in progetti pilota: richiede un ripensamento sistemico delle filiere, dalla produzione primaria alla trasformazione, fino alla distribuzione e al consumo. E soprattutto richiede misurazione, perché senza indicatori affidabili è difficile distinguere i progressi reali dalle dichiarazioni di principio.

La sostenibilità, per essere davvero tale, deve dimostrare di poter coniugare benefici ambientali, solidità industriale e competitività.

Quanto l’economia circolare è effettivamente implementata nelle imprese italiane? E quanto, piuttosto, si traduce in slogan o in strategie incompiute? I dati indicano che molte aziende intraprendono pratiche virtuose, ma una parte significativa fatica ancora a misurare concretamente le proprie performance in termini di sostenibilità o di circolarità effettiva, un passaggio essenziale per capire se siamo di fronte a progressi reali o a meri aggiustamenti “estetici” delle filiere produttive.

Anche il quadro normativo europeo va in questa direzione, rafforzando requisiti e responsabilità lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti. Resta però aperta una questione centrale: le regole e gli incentivi sono sufficienti a guidare un cambiamento strutturale, o rischiano di restare un perimetro formale entro cui muoversi senza incidere davvero sui modelli produttivi?

In questo numero affrontiamo il tema dell’economia circolare senza facili entusiasmi. Più che fornire risposte definitive, vogliamo proporre una riflessione: la sostenibilità non è solo un obiettivo condiviso, ma un processo complesso che va governato, misurato e, soprattutto, reso credibile nel tempo.

Chiara Scelsi, responsabile del coordinamento editoriale dell’area FoodTech di Edra Edizioni