Una ricerca dell’Università La Sapienza mostra che esiste una specificità italiana nel consumo di bevande alcoliche. Il nostro consumo è contenuto, legato a riti e tradizioni, in accordo con le nostre consolidate abitudini alimentari tipicamente mediterranee.
Uno stile specificatamente italiano c’è anche nel bere, uno stile distintivo e riconoscibile rispetto ad altri Paesi, in particolare europei.
È quanto emerge dalla prima ricerca sul tema promossa da Federvini e condotta dal Dipartimento di comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università La Sapienza di Roma.
Dallo studio emerge come il consumo di bevande alcoliche nel nostro Paese sia in larghissima prevalenza moderato, ritualizzato e profondamente legato al contesto sociale e alle abitudini alimentari, in sostanziale coerenza con le consuetudini della Dieta mediterranea. Un modello che integra tradizioni, cultura e vita sociale.
Il consumo appare strutturalmente correlato ai momenti del pasto e della convivialità, con oltre l’80% delle consumazioni di vino concentrate a pranzo e a cena e oltre il 70% dei cocktail legati agli aperitivi.
“Oggi abbiamo ulteriore evidenza di ciò che da sempre sosteniamo: esiste uno stile italiano del bere, fondato su moderazione, cultura e responsabilità. Un modello in cui il consumo è diffuso ma consapevole, ritualizzato e significativamente legato ai pasti e alla convivialità” commenta il Presidente di Federvini Giacomo Ponti. “É proprio questo stile, basato su tradizione e cultura, a dimostrarsi più efficace rispetto a politiche restrittive e proibizionistiche che riemergono periodicamente a livello internazionale. Un modello, quello italiano, intorno al quale si è sviluppata nei secoli una filiera di imprese profondamente radicate nei territori, che contribuiscono all’economia e che rappresentano nel mondo un simbolo di qualità.”
Aspettative di vita e consumi giovanili
Con un consumo annuo di 8 litri alcol pro capite, l’Italia si colloca a un livello del 6% inferiore alla media dei Paesi OCSE e, in Europa, ben al di sotto dei Paesi dell’Europa centro-orientale e di quelli iberici, dove i consumi oscillano tra gli 11 e i 12 litri. In questo quadro un dato rilevante riguarda la bassa incidenza di comportamenti a rischio, caratterizzata da una progressiva riduzione della prevalenza nella popolazione italiana, diminuita di 6 punti percentuale tra il 2007 e il 2023.
Dati che si collocano in un quadro positivo di salute e aspettativa di vita: secondo Eurostat l’Italia registra l’aspettativa di vita più elevata in Europa raggiungendo 84,1 anni valore superiore alla media UE che si attesta a 81,5 anni.
Nell’indagine un’attenzione specifica è rivolta ai giovani tra i 18 e i 24 anni, il cui profilo di consumo mostra un’evoluzione graduale con segnali di riduzione sia nella frequenza che nei comportamenti potenzialmente a rischio. Il 72% ha consumato almeno una bevanda alcolica negli ultimi 12 mesi con una prevalenza maschile (75%) sul consumo femminile (68%). Significativo è il dato sul consumo giornaliero, che in questa fascia d’età si attesta al 5,7%, a fronte del 31,3% degli over 75, confermando una minore propensione al consumo abituale tra le generazioni più giovani.
Sul fronte dei giovani, Federvini ha avviato fin dal 2022 il programma “Comunicare il consumo responsabile” in collaborazione con il mondo accademico. Il progetto ha coinvolto sinora oltre 700 studenti di nove atenei italiani. Attraverso questo coinvolgimento diretto, si punta a che i futuri professionisti della comunicazione diventino i primi ambasciatori di un messaggio consapevole verso i propri coetanei. Un progetto che ha visto due importanti partnership pubblico-privato, in particolare con i Comuni di Roma Capitale e di Napoli che hanno ospitato due campagne di affissioni sui rispettivi territori.