Secondo l’ultimo report Ismea Tendenze nel 2025 sono state il prodotto con la migliore performance nella spesa alimentare delle famiglie italiane, con acquisti in aumento del 15% in valore e del 7,4% in volume, mentre il consumo pro capite ha toccato quota 230 l'anno.
Positivo anche il quadro produttivo: la produzione nazionale si mantiene stabile a 789 mila tonnellate (+0,4%), in un contesto di domanda interna molto dinamica. Guardando al rapporto tra i prezzi corrisposti agli allevatori e i costi di produzione, il settore beneficia di un deciso miglioramento della redditività grazie alla positiva dinamica dei valori all'origine (+13% nel 2025) e alla stabilizzazione dei costi di produzione, di riflesso anche al calo delle quotazioni delle materie prime zootecniche.
A trainare lo sviluppo sono poi gli ovoprodotti, che rappresentano ormai il 40-45% della produzione italiana, con esportazioni verso oltre 90 Paesi, confermando la crescente vocazione industriale e internazionale del comparto.
Bene anche i segmenti premium: le uova da allevamento a terra consolidano la leadership con il 71% del mercato e volumi in crescita del 10,8%, mentre il biologico segna un incremento dell'8,9%, a conferma di una domanda sempre più orientata verso prodotti a maggior valore aggiunto.
Il contesto europeo
Rispetto al contesto globale ed europeo segnala che l'Unione Europea è un grande produttore di uova e ovoprodotti, con oltre 360 milioni di galline ovaiole che generano circa 6,7-6,9 milioni di tonnellate di uova all'anno. Francia, Spagna, Italia, Germania e Polonia sono i principali produttori. Nel 2025 si stima che la produzione europea si sarebbe attestata intorno ai 6,63 milioni di tonnellate, di queste 5,94 milioni di tonnellate sono destinate al consumo (+0,4% vs 2024) e il restante 9% è costituito invece da uova da cova (+2,6% vs 2024). La domanda rimane elevata, con un aumento dei prezzi nel 2025. Nel 2025 la Francia ha guidato la produzione (circa 967.000 tonnellate), seguita da Spagna (875.000 tonnellate) e Germania (862.000 tonnellate). Il Paese che ha mostrato maggiore dinamicità è la Polonia che nel quinquennio ha incrementato la produzione del 25%, posizionandosi al terzo posto in Europa per numero di galline ovaiole presenti, quindi con un potenziale posto sul podio nei prossimi anni.
La situazione produttiva italiana
L'Italia è un attore significativo in ambito europeo, con una produzione di oltre 12,5 miliardi di uova, pari a circa 789.000 tonnellate, sostenuta da oltre 43 milioni di galline ovaiole. Malgrado la tenuta della produzione l'incremento della domanda interna ha spinto a maggiori volumi di importazione che hanno fatto scendere il grado di autoapprovvigionamento dal 98% al 92%. Il consumo pro-capite è però notevolmente aumentato arrivando a circa 230 uova anno pro-capite tra fresche e trasformate.
La produzione viene commercializzata in gran parte come prodotto fresco (circa il 60%), la restante è avviata all'industria alimentare. Si tratta principalmente di uova sgusciate, separate in albume e tuorlo, in forma di congelati, pastorizzati e in polvere, già pronti per impieghi commerciali.
Gli acquisti domestici
Nel 2025, le vendite di uova — pur rappresentando solo l'1% della spesa alimentare complessiva delle famiglie — sono state il prodotto con la migliore performance dell'anno, registrando il maggiore incremento percentuale sia in valore sia in volume.
La spesa per le uova è aumentata del 15%, mentre i volumi acquistati nella Distribuzione Moderna sono cresciuti del 7,4% rispetto all'anno precedente. A trainare questa crescita sono state soprattutto le uova "da allevamento a terra", che hanno registrato un aumento dei volumi del 10,8% e rappresentano ormai il 71% del totale commercializzato. Positive anche le performance delle uova biologiche, le cui vendite in volume sono salite dell'8,9% raggiungendo la quota del 10% sul volume totale. In controtendenza invece le vendite delle uova provenienti da allevamenti in gabbia arricchita, che mostrano un calo del 7,6% nei volumi e del 9% in valore.
L’andamento dei prezzi
Il prezzo medio delle uova da consumo nel 2025 ha proseguito nel processo di forte crescita in un contesto di mercato in cui l'offerta è sempre stata inferiore alla domanda. Dal 2022 i prezzi medi in tutte le fasi scambio non hanno mai smesso di crescere. Considerando i prezzi medi all'origine, nel 2025 la crescita è stata del 13% sul 2024 e del 10% sul 2023.
I costi di produzione nel 2025 sono rimasti allineati a quelli del 2024, su livelli più contenuti di quelli del 2023. Di conseguenza, la ragione di scambio, ossia il rapporto tra l'indice dei prezzi del prodotto finito e l'indice dei prezzi dei mezzi necessari a produrlo, è in netto miglioramento.