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Tecnologie
Pasta e prodotti da forno

In occasione dell’Assemblea Generale di ITALMOPA, l’Associazione Industriali Mugnai d’Italia (FederPrima/Confindustria) ha reso noti i numeri sull’andamento economico e produttivo del comparto molitorio nazionale.

A balzare all’occhio è in particolare il comparto della macinazione del frumento tenero: lo scorso anno si stima ci sia stato un incremento complessivo dei volumi produttivi di farine del +2,6% rispetto al 2024 (da 4,302 a 4,414 milioni di tonnellate).

La dinamica positiva ha riguardato, in particolare, il principale canale di commercializzazione – ovvero la panificazione e i prodotti sostitutivi che assorbe oltre il 58% del totale delle farine prodotte in Italia – con un consolidamento di un trend ormai pluriennale di crescita dei consumi dopo le preoccupanti e persistenti flessioni registrate in passato.

Grande distribuzione, dolciario e pizza

La produzione di farine destinate al canale della panificazione e dei prodotti sostitutivi avrebbe, infatti, registrato un’ulteriore incoraggiante crescita del 3,3% trainata, in particolare, dalla richiesta proveniente dalla grande distribuzione, anche per via di un’offerta che continua a caratterizzarsi per una diversificazione crescente, in risposta alle sempre più variegate esigenze dei consumatori.

In leggera contrazione (0,9%) la produzione di farine destinate al comparto dolciario, dei grandi lievitati e della pasticceria nonostante la maggior domanda di farine destinate alla produzione di dolci da ricorrenza, in particolare, quelli natalizi. Risultano ancora in flessione le richieste di farine destinate ai prodotti per la prima colazione e per le merendine, penalizzati da nuove abitudini alimentari.

Si rafforzano invece i trend particolarmente positivi, e ormai duraturi, della richiesta proveniente dai canali pizza (superiore al 2,0%), fresca e soprattutto surgelata, e dall’export (+9,5%) per via di un sempre più diffuso apprezzamento, all’estero, dell’alta qualità e della versatilità delle farine italiane. Nuovo ma costante leggero incremento (+1,6%) anche per i volumi di farine destinate alla produzione di pasta fresca.

Infine, presenta una riduzione il volume di farine venduto sugli scaffali (-1,4%) a conferma di un ridimensionamento dopo gli eccezionali fenomeni di accaparramento che si erano verificati, da parte dei consumatori, nella prima fase dell’emergenza Covid.

Il fatturato 2025 del comparto molitorio a frumento tenero - tenuto conto della riduzione media, rispetto al 2024, del prezzo delle farine (-4,1%) e dell’incremento delle quotazioni dei sottoprodotti della macinazione (+17,9%) - dovrebbe situarsi in circa 2,405 miliardi di euro con un incremento intorno all’1,9% rispetto al fatturato 2024, calcolato in 2,360 miliardi di euro.