Acqua, cambiamento climatico, programmazione, alti costi di produzione i temi su cui il comparto discute. I contenuti di un interessante incontro tra rappresentanti della filiera del pomodoro rappresentata dall’Organizzazione Interprofessionale OI Pomodoro da Industria Nord Italia e Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna.
La campagna è stata caratterizzata da un avvio particolarmente precoce (il 10 luglio): al 13 settembre, quando manca alla raccolta circa il 15% della superficie coltivata, il pomodoro consegnato ammonta a 2.784.967 tonnellate, al di sotto delle attese.
Tra le questioni più rilevanti per la competitività della filiera c’è la disponibilità di acqua per l’irrigazione. Per il settore del pomodoro da industria, l’acqua rappresenta, infatti, un elemento sempre più determinante per garantire stabilità produttiva e qualità della materia prima. Da qui la richiesta ai decisori politici di una maggiore capacità di accumulo attraverso la realizzazione e il potenziamento degli invasi.
Il cambiamento climatico sta modificando in maniera significativa le condizioni produttive del pomodoro da industria, aumentando la variabilità delle rese e rendendo molto complessa la programmazione produttiva della filiera.
Il rapporto tra superfici coltivate e produzione
I dati storici elaborati dall’OI Pomodoro da Industria Nord Italia evidenziano come negli ultimi anni la relazione tra superfici coltivate e produzione ottenuta non sia più così diretta. Questo significa che la superficie coltivata non è più sufficiente, da sola, a far prevedere con la stessa affidabilità i quantitativi effettivamente prodotti. Per la filiera diventa quindi sempre più importante disporre di strumenti di monitoraggio e previsione capaci di integrare le informazioni su superfici, andamento dei trapianti, condizioni meteorologiche e fitopatologiche, che condizionano la raccolta e le rese produttive.
In questa direzione l’OI Pomodoro Nord Italia ha recentemente aggiornato il proprio Statuto e le Regole Condivise, introducendo e rafforzando strumenti per la raccolta delle informazioni sui trapianti settimanali, la proiezione delle consegne future e la raccolta degli stock industriali, oltre a consolidare l’impegno reciproco di OP e industrie nella trasmissione dei dati con lo scopo di fornire agli associati elementi conoscitivi per supportare le scelte.
La questione dei costi di produzione
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda gli elevati costi di produzione agricoli e industriali, in rialzo costante, che hanno registrato un picco da marzo 2026, all’avvio della messa a dimora delle piantine di pomodoro. Tra i principali fattori di costo rientrano carburanti, fertilizzanti, sementi e piantine, prodotti fitosanitari.
Tra le priorità individuate dall’OI rientrano anche il rafforzamento della ricerca varietale finalizzata all’adattamento al cambiamento climatico, un confronto sulla progressiva riduzione di agrofarmaci autorizzati, in particolare i diserbanti, e sulla definizione della nuova PAC.

OI Pomodoro da Industria Nord Italia
Ogni anno nel Nord Italia vengono coltivati oltre 45.000 ettari a pomodoro da industria e prodotti circa 3 milioni di tonnellate di pomodoro che vengono lavorate in 28 stabilimenti del territorio e trasformate in concentrati, polpe e passate. Il distretto produttivo del pomodoro del Nord Italia è il più grande a livello europeo: qui viene coltivato e trasformato oltre il 7% del pomodoro mondiale, più del 50% di quello italiano e circa il 30% di quello europeo.
L’OI Pomodoro da Industria del Nord Italia è riconosciuta dal 2011 come organizzazione interprofessionale interregionale per il pomodoro da industria nel territorio di Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto e Provincia Autonoma di Bolzano. Associa la quasi totalità dei soggetti economici della filiera del pomodoro da industria dell’areale: 12 Organizzazioni di Produttori (OP), con una Associazione di OP (AOP), 20 imprese di trasformazione e le rispettive rappresentanze di produzione agricola e di prima trasformazione. Vi aderiscono, inoltre, in qualità di soci consultivi, centri di ricerca specializzati nel settore e Camere di Commercio.