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Tecnologie
Vegetali e conserve

ISMEA ha pubblicato l'ultimo aggiornamento dedicato alla frutta estiva, con un focus sulle pesche e nettarine. Il settore italiano sta vivendo una campagna positiva, grazie a un contesto commerciale favorevole e quotazioni all'origine superiori agli anni precedenti.

Il rapporto prende avvio dal contesto generale segnalando che la campagna 2026 si configura come una stagione di normalizzazione per il comparto europeo delle drupacee. La produzione 2026 di pesche, percoche e nettarine è attesa in crescita moderata, con un recupero dopo la campagna 2025 segnata da gelo, piogge durante la fioritura e grandinate. Nel 2026, in primavera, fortunatamente il clima non ha registrato eventi gravi, ma solo gelate sporadiche e isolate che non hanno avuto impatti significativi sulla produzione.

Le stime presentate a Lleida nel corso dell'evento Interprunus 2026, indicano un raccolto europeo di pesche, nettarine e percoche di circa 3,4 milioni di tonnellate, con una crescita del 9% sul 2025 e dell'11% rispetto al dato medio del quinquennio 2020-2024.

Più in dettaglio dei singoli Paesi, il recupero produttivo del nostro continente si deve a un forte rimbalzo della Grecia (crescita prevista del 24%) e a incrementi moderati negli altri paesi. In Spagna e Francia, la fioritura regolare e l'assenza di eventi negativi suggeriscono un aumento della produzione di circa il 5% rispetto al 2025.

La qualità attesa dei frutti è buona e non sono previsti rischi di surplus d'offerta e quindi vi è una condizione di sostanziale equilibrio di mercato.

Produzione italiana in crescita e di buona quaità

L’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare indica che la campagna italiana delle pesche e nettarine del 2026 si presenta con un quadro produttivo stabile e moderatamente positivo, in linea con il progressivo ritorno alla normalità dopo le difficoltà registrate nel 2025. Le superfici investite sono in linea con quelle dello scorso anno: i dati Istat indicano un aumento degli ettari a pesche e la riduzione di pari entità di quelli a nettarine.

Per quanto concerne le produzioni 2026, le informazioni disponibili di ISMEA indicano un incremento contenuto dei volumi (+3%), sostenuto da condizioni climatiche favorevoli e da una buona allegagione nelle principali aree frutticole italiane. La primavera è stata caratterizzata da un andamento climatico regolare, senza eventi estremi che avrebbero potuto compromettere il potenziale produttivo. Le gelate primaverili sono state solo episodiche e localizzate, senza effetti significativi sulla fioritura. La qualità attesa del prodotto è quindi buona, con calibri dei frutti e profili organolettici adeguati agli standard commerciali.

Biologico e frutta IGP

In Italia, la superficie coltivata a pesche e nettarine con il metodo biologico ammonta a circa 3.000 ettari, di cui oltre un terzo è localizzato in Puglia. Seguono, Basilicata, Emilia-Romagna e Campania. Queste quattro regioni concentrano oltre il 70% della SAU bio nazionale di pesche e nettarine.

Pesche e nettarine vantano anche cinque indicazioni geografiche protette (IGP) che sono: pesca e nettarina di Romagna IGP, Pescabivona IGP, Pesca Leonforte IGP, Pesca di Verona IGP e Pesca di Delia IGP. In Sicilia, quindi, sono localizzate ben tre IGP sulle cinque attualmente riconosciute.

Più offerta, prezzi più bassi

La prima parte della campagna commerciale 2026 di pesche e nettarine è stata caratterizzata da prezzi all'origine - ossia al cancello dell'azienda agricola - in diminuzione rispetto al 2025. La flessione appare una diretta conseguenza della maggiore offerta sia a livello nazionale sia europeo. Questo andamento riguarda tutte le principali piazze di produzione italiane e anche le diverse tipologie di prodotto: pesche, nettarine e platicarpe, sia a polpa gialla sia a polpa bianca. Non manca qualche eccezione: le piazze siciliane e quella di Metaponto e Cosenza hanno registrato variazioni tendenziali in aumento, in particolare per i frutti a polpa gialla.

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Commercio estero stabile

Nel 2026, le esportazioni italiane verso i mercati europei procedono in maniera regolare anche se sulla base di quotazioni più basse rispetto all'anno precedente e le attese sono di una conferma dei volumi dell’ultimo anno.

Anche per i flussi in entrata nel nostro Paese, stimati in circa 90mila tonnellate, si tratta di numeri in linea con quelli del 2025.

Nel 2025, le esportazioni hanno riguardato principalmente le nettarine che concentrano il 71% dei volumi spediti all'estero dall'Italia. Seguono le pesche con il 25% e la tipologia "piatta o platicarpa" con il residuo 4% delle quantità. La Germania è il principale mercato di sbocco di pesche e nettarine italiane, concentrando circa un terzo delle esportazioni in valore. Austria e Svizzera completano la composizione del podio.

Sul fronte delle importazioni, c’è invece un maggiore equilibrio tra pesche (48%) e nettarine (36%) mentre i frutti del tipo "piatto" coprono il restante 16%. La Spagna è il nostro principale fornitore e concentra circa il 90% delle importazioni italiane in valore.

Il mercato interno

Pesche, nettarine e percoche sono frutti tipicamente estivi: tra giugno e settembre si concentra circa il 90% degli acquisti annuali.

Nel primo semestre 2026, le vendite al dettaglio di pesche, nettarine e percoche confezionate nei punti vendita della Distribuzione Moderna hanno avuto una riduzione del 9% in quantità. La causa è da rintracciare nel ritardo della maturazione del prodotto precoce che ha fatto slittare in avanti l'inizio della commercializzazione di pesche e nettarine. In ogni caso, la spesa delle famiglie si è ridotta del 5%, a causa dell'aumento dei prezzi medi al dettaglio (+4% su base annua).

L'analisi dei dati consuntivi relativi alla scorsa campagna 2025 - riferiti sia al prodotto confezionato sia allo sfuso – mostra una riduzione delle quantità acquistate su base annua del 15%. Un dato in linea con la minore disponibilità di offerta che aveva caratterizzato la campagna di pesche e nettarine del 2025. I prezzi medi al dettaglio erano cresciuti del 13% rispetto al 2024 e, in conseguenza di ciò, la spesa delle famiglie si era ridotta del 4%.

Secondo i dati Ismea NIQ, gli acquisti di pesche rappresentano circa il 60% e quelli di nettarine il 40%. La quota di prodotto confezionato cresce di anno in anno e nel 2025 rappresentava il 29% delle vendite complessive, contro il 21% del 2020.

Buone prospettive

Ismea vede un prossimo futuro positivo. Per il 2026 è atteso un rimbalzo dei consumi, sia in termini di acquisti in quantità sia della spesa. Le alte temperature eccezionalmente elevate dell'estate 2026 in tutta Europa hanno determinato un aumento dei consumi di frutta estiva. L’elemento critico segnalato dal rapporto riguarda la pressione competitiva dell'offerta spagnola e greca di pesche e nettarine che costituisce un limite per le nostre esportazioni.

Il report Tendenze Frutta di ISMEA è liberamente disponibile a questo link