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Secondo Areté, a settembre le quotazioni dello zucchero in Europa e nel Centro-Nord Italia sono salite ai livelli più alti da ottobre 2025. A sostenere i prezzi sono soprattutto le prospettive di una produzione europea in forte calo nella campagna 2026/27.

A settembre i prezzi dello zucchero Spot Europa e dello zucchero consegnato nel Centro-Nord Italia hanno raggiunto i massimi da ottobre 2025, aumentando rispettivamente del 20% e del 19% rispetto ai minimi pluriennali registrati a febbraio.

Il principale fattore di sostegno alle quotazioni resta la contrazione attesa della produzione nella campagna 2026/27. In Francia, secondo le stime di Agreste, la produzione di barbabietola è destinata a diminuire del 29%. In Germania, i dati di Destatis indicano una riduzione delle superfici coltivate del 14%, superiore al calo del 12% stimato dalla Commissione europea.

Le prospettive sono peggiorate ulteriormente con l'ultimo bollettino MARS della Commissione europea, che, a causa della siccità e delle temperature elevate, ha rivisto al ribasso del 7% rispetto a luglio le rese attese delle barbabietole. Le rese previste risultano così inferiori del 17% rispetto al 2025 e dell'11% rispetto alla media degli ultimi cinque anni.

La revisione accresce il rischio di un ulteriore ridimensionamento della produzione europea di zucchero, già attesa su livelli minimi pluriennali.

Scorte elevate, ma l'UE torna importatrice netta

A contenere in parte gli effetti della contrazione produttiva contribuiscono le scorte, che a fine luglio si attestavano sui livelli più alti da oltre otto campagne.

Nonostante questa disponibilità, per la campagna 2026/27 si conferma la prospettiva che l'Unione europea torni a essere importatrice netta di zucchero, per la prima volta dalla campagna 2022/23.