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Attualità
Salute & Nutrizione

The Italian way. Una ricerca dell’Università La Sapienza mostra che esiste una specificità italiana nel consumo di bevande alcoliche, uno stile distintivo e riconoscibile rispetto ad altri Paesi.

Lo studio è stato promosso da Federvini e condotto dal Dipartimento di comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università La Sapienza di Roma e conferma con evidenze empiriche un tratto identitario della cultura italiana: il “nostro” consumo di bevande alcoliche è in larghissima prevalenza moderato, ritualizzato e profondamente legato al contesto sociale e alle abitudini alimentari, in sostanziale coerenza con le consuetudini della Dieta mediterranea. I ricercatori evidenziano come si tratti di un modello che integra tradizioni, cultura e vita sociale.

Consumi: quando e quanto

Entrando in dettaglio sui momenti di consumo, emerge come era prevedibile che sia correlato ai momenti del pasto e della convivialità, con oltre l’80% delle consumazioni di vino concentrate a pranzo e a cena e oltre il 70% dei cocktail legati agli aperitivi.

Rispetto invece alla quantità, con un consumo annuo di 8 litri alcol pro capite, l’Italia si colloca a un livello del 6% inferiore alla media dei Paesi OCSE e, in Europa, ben al di sotto dei Paesi dell’Europa centro-orientale e di quelli iberici, dove i consumi oscillano tra gli 11 e i 12 litri. In questo quadro un dato rilevante riguarda la bassa incidenza di comportamenti a rischio, caratterizzata da una progressiva riduzione della prevalenza nella popolazione italiana, diminuita di 6 punti percentuale tra il 2007 e il 2023.

I giovani

Nell’indagine a cura dell’Università La Sapienza un’attenzione specifica è rivolta ai giovani tra i 18 e i 24 anni, il cui profilo di consumo mostra un’evoluzione graduale con segnali di riduzione sia nella frequenza che nei comportamenti potenzialmente a rischio.

Il 72% ha consumato almeno una bevanda alcolica negli ultimi 12 mesi con una prevalenza maschile (75%) sul consumo femminile (68%). Significativo è il dato sul consumo giornaliero, che in questa fascia d’età si attesta al 5,7%, a fronte del 31,3% degli over 75, confermando una minore propensione al consumo abituale tra le generazioni più giovani.

Il commento e l’impegno di Federvini

“Oggi abbiamo ulteriore evidenza di ciò che da sempre sosteniamo: esiste uno stile italiano del bere, fondato su moderazione, cultura e responsabilità. Un modello in cui il consumo è diffuso ma consapevole, ritualizzato e significativamente legato ai pasti e alla convivialità” commenta il Presidente di Federvini Giacomo Ponti. “É proprio questo stile, basato su tradizione e cultura, a dimostrarsi più efficace rispetto a politiche restrittive e proibizioniste che riemergono periodicamente a livello internazionale. Un modello, quello italiano, intorno al quale si è sviluppata nei secoli una filiera di imprese profondamente radicate nei territori, che contribuiscono all’economia e che rappresentano nel mondo un simbolo di qualità.”

A conferma dell’importanza data all'educazione e alla sensibilizzazione come strumenti fondamentali per promuovere una cultura del bere consapevole, Federvini ha confermato il proprio impegno avviato nel 2022 con il programma “Comunicare il consumo responsabile” in collaborazione con il mondo accademico. Si tratta di un progetto che ha coinvolto sinora oltre 700 studenti di nove atenei italiani per favorire che i futuri professionisti della comunicazione diventino anche i primi ambasciatori di un messaggio consapevole verso i coetanei.