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Tecnologie
Lattiero-caseario

Ad agosto i prezzi dei principali prodotti ottenuti dalla lavorazione del latte nell’Unione europea hanno registrato aumenti, mentre la produzione comunitaria comincia a mostrare i primi segnali di rallentamento dopo la forte crescita degli ultimi mesi. È quanto emerge dall’analisi di Areté.

Sulla piazza di riferimento di Kempten, in Germania, il prezzo del burro è aumentato del 3,6% rispetto a luglio, quello della polvere di latte scremato del 5,4% e quello della polvere di latte intero dell’8,7%. Più contenuti gli aumenti dell’Edamer (+0,8%) e della polvere di siero di latte (+2,6%).

Il confronto con agosto 2025 mostra però un quadro molto diverso a seconda dei prodotti. Il prezzo del burro è ancora inferiore del 41,8% rispetto a un anno fa, mentre la polvere di latte intero registra un -18,9% e l’Edamer un -24,9%. Al contrario, la polvere di latte scremato è salita del 22,5% e quella di siero addirittura del 74,5%. Secondo Areté, a sostenere questi ultimi prodotti è soprattutto una domanda di proteine in continua crescita.

Produzione di latte, la crescita comincia a rallentare

Sul fronte dell’offerta, la produzione di latte dell’Unione europea rimane superiore a quella dello scorso anno, ma il divario si sta progressivamente riducendo. Tra gennaio e giugno 2026 le consegne di latte agli operatori della filiera sono state complessivamente superiori del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel primo trimestre, però, la crescita era stata del 5%.

I primi segnali di inversione arrivano anche da alcuni dei principali Paesi produttori. A giugno, rispetto allo stesso mese del 2025, le consegne sono diminuite dell’1,2% in Francia e del 3,2% in Irlanda.

Tra i fattori che stanno frenando la produzione, Areté indica in particolare le ondate di caldo anomalo che hanno interessato diverse aree dell’Unione europea e l’aumento dei costi degli input produttivi.

A complicare ulteriormente il quadro contribuisce anche la situazione geopolitica. Le tensioni legate alla guerra in Medio Oriente e al conflitto tra Russia e Ucraina, insieme ad altri fattori di mercato, hanno spinto nell’ultimo mese i prezzi europei del mais (+11,4%) e del gas naturale (+15,6%), entrambi ai livelli più elevati dal 2023.