Secondo le ultime analisi di Areté, il mercato sta attraversando una fase di profondo cambiamento con i prezzi sulle borse internazionali che mostrano una persistente instabilità.
I dati sulla macinazione del cacao (il cosiddetto grinding), principale indicatore della domanda industriale, rivelano un quadro divergente: da una parte Europa e Nord America che registrano una frenata significativa, con cali rispettivamente dell’8% e del 3,8% su base annua. In Europa, i volumi sono ai minimi dal 2011. L’ Asia fa registrare un andamento in netta controtendenza; segna un +5% raggiungendo livelli record per il trimestre.
Complessivamente, però, la domanda globale resta debole: i volumi totali di trasformazione sono ai minimi dalla campagna 2016/17.
Produzione e prezzi
Lo scenario tracciato da Areté prevede che la produzione mondiale crescerà del 3%, superando la crescita dei consumi (fermi allo +0,7%). Grazie alle buone condizioni climatiche in Africa Occidentale, si attende un surplus di mercato di circa 222.000 tonnellate, fattore che sta permettendo di ricostituire gli stock (le riserve di magazzino) dopo la scarsità degli anni scorsi.
Nonostante i dati sulla produzione siano rassicuranti, i prezzi del cacao sul mercato ICE Europe hanno subito un rimbalzo improvviso, risalendo del 26% dopo i minimi di febbraio e superando le 2.600 £/t.
Questo rialzo non è dettato dalla mancanza di prodotto, ma da fattori esterni: incertezze geopolitiche, manovre finanziarie (prese di profitto) e timori speculativi sulle prossime stagioni. Questi elementi continuano ad alimentare la volatilità, ovvero forti e improvvise oscillazioni dei prezzi che rendono instabile il mercato nonostante un’offerta di breve periodo più distesa.