Le quotazioni del frumento duro sono aumentate nelle prime settimane di ottobre, con incrementi fino all’8% in Francia. Secondo Areté, a sostenere il mercato sono soprattutto la disponibilità limitata di prodotto ad alto contenuto proteico e le incertezze sulla prossima campagna.
Nelle prime settimane di ottobre il Fino Sud Italia è aumentato di circa il 2% rispetto alla media di settembre, mentre le quotazioni francesi hanno registrato incrementi vicini all’8%. Anche il prodotto importato risulta più costoso: il duro canadese quotato ad Altamura è salito di circa il 6%, risentendo di prezzi all’origine più elevati, noli in aumento e di un euro più debole rispetto al dollaro.
La situazione in Europa
Areté segnala che nell’UE la produzione 2026/27 è stimata in calo di circa il 4% rispetto alla campagna precedente. A pesare sul mercato è soprattutto la disponibilità limitata di frumento ad alto contenuto proteico, che sostiene il fabbisogno di importazione: all’11 ottobre gli acquisti dall’estero risultavano superiori del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In Canada, principale origine di approvvigionamento per il mercato europeo, la produzione è prevista in calo rispetto al 2025/26, mentre la domanda estera rimane sostenuta e le quotazioni locali hanno registrato nuovi rialzi.
L’attenzione si sta inoltre spostando sulle semine della prossima campagna. Le condizioni ancora siccitose in diverse aree europee e la maggiore redditività di colture alternative potrebbero limitare le superfici destinate al frumento duro. Nonostante un’offerta mondiale complessivamente abbondante, la forte domanda di prodotto di qualità e le incertezze sul prossimo raccolto continuano quindi a limitare lo spazio per ribassi significativi.