Un’analisi approfondita dell’ultimo Rapporto OECD-FAO sulle prospettive agricole globali per il prossimo futuro. Servono innovazione e pianificazione strategica per conciliare la crescita del settore agroalimentare con gli obiettivi di sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale.
L’ultimo rapporto congiunto OECD-FAO delinea le prospettive per il settore agricolo e della pesca nel prossimo decennio, offrendo ai professionisti del settore agroalimentare un quadro essenziale per pianificare strategie e investimenti.
Il consumo globale di prodotti agricoli e ittici è previsto in aumento del 13% entro il 2034. Questo trend sarà trainato principalmente dalle economie a basso e medio reddito, dove la crescita demografica e l’aumento del reddito disponibile stimolano una domanda in aumento. Nei paesi a medio reddito, questo incremento sarà agevolato da un cambiamento nei modelli alimentari verso alimenti più ricchi e vari, con un incremento del consumo di carne, pesce e altri prodotti nutrienti.
Nutrizione: progressi da consolidare
L’offerta di calorie derivanti da prodotti di origine animale e ittica è destinata a crescere globalmente del 6%. Nei paesi a medio reddito, si prevede un aumento del 25% dell’apporto calorico giornaliero da alimenti nutrienti, superando il benchmark di 300 kcal al giorno definito dall’FAO per una dieta sana. Tuttavia, le disparità nell’accesso a un’alimentazione adeguata restano significative, con molte fasce di popolazione che continuano a vivere in condizioni di insufficienza nutrizionale. Nei paesi a basso reddito, il consumo medio giornaliero di proteine animali rimarrà basso, evidenziando la necessità di azioni mirate per migliorare l’accesso a cibi proteici di qualità.
Per far fronte alla domanda in aumento, la produzione agricola e ittica globale crescerà del 14%. I paesi a reddito medio saranno protagonisti di questa espansione grazie all’adozione di tecnologie innovative, investimenti in capitale e all’uso più efficiente di fertilizzanti, mangimi e altri input. Nonostante il progresso tecnologico, in alcune regioni, come Africa e Sud Asia, la crescita avverrà anche attraverso l’ampliamento delle superfici coltivate e degli allevamenti, a causa delle difficoltà di accesso a tecnologie moderne.
Impatto ambientale e sostenibilità
L’aumento della produzione agricola comporterà un incremento del 6% delle emissioni dirette di gas serra entro il 2034. Tuttavia, grazie a metodi di produzione più efficienti, si prevede una riduzione dell’intensità carbonica per unità di prodotto, segno di un possibile miglioramento della sostenibilità ambientale del settore.
Un’analisi degli scenari inclusa nel rapporto OECD-FAO evidenzia che, entro il 2034, sarebbe possibile eliminare la sotto-nutrizione globale e ridurre del 7% le emissioni dirette di gas serra (GHG) derivanti dall’agricoltura. Questi risultati richiederebbero un aumento del 10% della produzione alimentare e un miglioramento del 15% nella produttività agricola, favoriti dalla diffusione su larga scala di tecnologie attualmente disponibili per la riduzione delle emissioni.
Tecnologie e pratiche innovative per la sostenibilità
Tra le soluzioni più promettenti figurano l’agricoltura di precisione, una gestione più efficiente di nutrienti e risorse idriche, miglioramenti nell’alimentazione zootecnica e pratiche scalabili a basso costo come rotazioni colturali, consociazioni e gestione dei nutrienti basata sul compost. Il reale impatto dipenderà dalla capacità di implementare queste innovazioni, sviluppare infrastrutture adeguate e trasferire conoscenze agli agricoltori.
Il rapporto sottolinea che i flussi commerciali tra regioni esportatrici nette e importatrici nette cresceranno, riflettendo una crescente separazione geografica tra produzione e consumo, governata da vantaggi comparati, capacità produttive e domanda di alimenti e mangimi. Entro il 2034, si prevede che il 22% delle calorie consumate a livello globale sarà oggetto di scambio internazionale. Questo valore, stabile da un decennio, indica quanto il commercio multilaterale e regolato sia essenziale per bilanciare deficit e surplus alimentari, stabilizzare i prezzi e promuovere sicurezza alimentare, nutrizione e sostenibilità ambientale.
Prezzi e sfide per gli agricoltori
Le proiezioni di medio termine indicano una lieve diminuzione dei prezzi reali medi delle materie prime agricole, conseguenza dei continui miglioramenti in produttività che riducono i costi di produzione. Questo scenario implica una crescente pressione sugli agricoltori, in particolare sui piccoli produttori, spesso più vulnerabili agli shock di mercato e meno attrezzati per adottare tecnologie innovative, affinché migliorino la loro produttività individuale.
Strategie per il futuro
Mantenere redditi adeguati e sostenere il benessere delle comunità rurali richiede quindi progressi costanti in efficienza agricola, maggiore accesso a tecnologie, input e mercati, unitamente all’adozione di pratiche efficaci di gestione del rischio adattate al contesto locale. La volatilità dei prezzi, influenzata anche da shock climatici, interruzioni della catena di approvvigionamento e tensioni geopolitiche, continuerà a rappresentare una sfida significativa.
Le proiezioni si basano su dati storici e ipotesi riguardanti sviluppi economici, politici, culturali, climatici e tecnologici, e pertanto sono soggette a incertezze. Eventuali mutamenti delle politiche commerciali o intensificazioni dell’incertezza economica potrebbero influenzare il settore agroalimentare globale nel medio termine, richiedendo attenzione e capacità di adattamento da parte di tutti gli operatori.
Diletta Gaggia






