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La Corte d’Appello di Milano ha riformato integralmente la sentenza del Tribunale di Milano del 15 maggio 2023, che aveva escluso la propria giurisdizione senza entrare nel merito della controversia.

Al centro del procedimento il prodotto “Sopressata & Asiago Cheese”, a marchio Citterio, commercializzato e pubblicizzato negli Stati Uniti da Euro Foods Inc., con il coinvolgimento di Giuseppe Citterio Salumificio S.p.A. Secondo quanto riconosciuto dalla Corte, le caratteristiche del packaging e della comunicazione commerciale del prodotto risultavano ingannevoli in relazione alla sua provenienza non italiana e ai riferimenti alle caratteristiche del formaggio Asiago DOP.

La tutela della DOP anche sul mercato statunitense

La Corte d’Appello ha ritenuto applicabile la normativa statunitense in materia di pubblicità ingannevole e, sulla base di tale disciplina, ha disposto l’inibizione nei confronti delle due società della produzione, distribuzione, importazione, esportazione, commercializzazione, offerta in vendita e pubblicizzazione del prodotto “Sopressata & Asiago Cheese” quando packaging e materiali promozionali facciano riferimento alla provenienza o alla fabbricazione italiana del prodotto o richiamino specifiche qualità organolettiche proprie dell’Asiago DOP.

La sentenza prevede inoltre la condanna al risarcimento del danno.

Si tratta di una decisione di particolare rilievo per il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, soprattutto considerando l’importanza del mercato statunitense per l’export della denominazione e, più in generale, per la tutela delle Indicazioni Geografiche sui mercati internazionali.

Il contrasto all’Italian Sounding

L’azione si inserisce nella politica di “tolleranza zero” adottata dal Consorzio nei confronti dell’Italian Sounding, fenomeno che comprende l’utilizzo di nomi, immagini, colori e altri riferimenti capaci di richiamare l’italianità per promuovere prodotti che non hanno un effettivo legame con l’Italia.

Secondo una recente elaborazione TEHA Group – The European House Ambrosetti su dati Istat 2026, il valore dell’Italian Sounding è stimato in circa 73 miliardi di euro, a fronte di un export agroalimentare italiano pari a 71 miliardi. La trasformazione di tale domanda potenziale in esportazioni effettive porterebbe, secondo la stessa elaborazione, il potenziale dell’export del Sistema Paese a circa 143 miliardi di euro.

Asiago, una DOP sempre più internazionale

L’Asiago è oggi il quarto formaggio DOP italiano di latte vaccino per dimensioni produttive e una delle specialità casearie italiane maggiormente diffuse a livello internazionale.

La filiera coinvolge circa mille aziende agricole, con una produzione annuale di circa due milioni di quintali di latte trasformati in circa 22mila tonnellate di formaggio, commercializzate in oltre 50 Paesi.

La crescente notorietà della denominazione ha portato il Consorzio a rafforzare le attività di tutela sui mercati esteri, con l’obiettivo di proteggere la riconoscibilità delle caratteristiche distintive dell’Asiago DOP e contrastare l’utilizzo improprio della denominazione e dei richiami all’italianità.

«Riteniamo che questa sentenza possa rappresentare un importante precedente giuridico per chi si impegna ogni giorno a promuovere il Made in Italy e a contrastare l’Italian Sounding», commenta Fiorenzo Rigoni, Presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago. «Proseguiremo a rafforzare la riconoscibilità delle caratteristiche distintive del prodotto d’origine, nel primo mercato d’esportazione del formaggio Asiago e in tutti i Paesi nei quali è apprezzato da milioni di consumatori».

Sul valore della decisione per l’intero sistema delle Indicazioni Geografiche interviene anche Riccardo Deserti, Presidente di Origin, l’alleanza mondiale delle indicazioni geografiche: «Questa sentenza è un risultato positivo non solo per l’Asiago DOP ma lo è per tutte le indicazioni geografiche e dimostra il ruolo centrale dei Consorzi di Tutela per dare valore ai prodotti di qualità tutelati».

Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago è stato assistito, in entrambe le fasi del giudizio, dallo studio legale Bird & Bird.

La pronuncia rappresenta quindi un passaggio significativo nella tutela giudiziaria delle denominazioni di origine sui mercati internazionali e nel contrasto alle pratiche commerciali che possono generare nei consumatori un’associazione non corretta tra un prodotto e l’origine italiana evocata dalla sua presentazione commerciale.

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