Un’analisi diffusa da AstraRicerche ribalta un luogo comune: considerando tempo, sprechi, resa e consumi domestici, IV e V gamma risultano più convenienti dei prodotti freschi interi. Il risparmio più alto si registra sulle zuppe pronte: -55%

I risultati dell’analisi comparativa fornita dalla società di ricerca dicono che a parità di piatto finito, frutta e verdura di IV e V gamma costa meno di quella fresca acquistata intera e preparata in casa, con punte di risparmio del 55%.

Lo studio di AstraRicerche è stato presentate dal Gruppo Prodotti Ortofrutticoli di IV e V Gamma di Unione Italiana Food in occasione della Giornata nazionale dell’Insalata Mista del 14 luglio. L’analisi “value for money” della IV e V gamma mostra che fermarsi al prezzo di scaffale è fuorviante: bisogna aggiungere il tempo per fare la spesa e per reperire tutti gli ingredienti, il tempo di preparazione, la resa effettiva delle materie prime e i consumi energetici. Iin questo scenario, nella maggior parte dei casi, IV e V gamma costano meno del corrispondente prodotto fresco acquistato al reparto ortofrutta o dal fruttivendolo.

I prodotti analizzati

I ricercatori hanno studiato sette i prodotti: cocco (risparmio del 30%), ananas (costo equivalente, ma con vantaggi su praticità e sprechi), macedonia (risparmio del 12%), rucola (risparmio del 51%) e insalata di IV gamma (risparmio del 10%), minestrone (risparmio del 42%) e zuppa di V gamma (risparmio del 55%), confrontando il costo complessivo di questi prodotti pronti al consumo con quello dei corrispondenti prodotti acquistati e preparati dal consumatore.

La frutta

Aprire un cocco intero non è un’operazione semplice, né alla portata di tutti. Va spaccato, privato del guscio e della cuticola, tagliato; poi vanno puliti gli utensili. E al netto dello scarto, la resa effettiva è nettamente inferiore a quella dichiarata. Sommando tutte queste voci, il prodotto pronto al consumo fa risparmiare il 30% rispetto al frutto intero.

Per quanto riguarda l’ananas il costo complessivo delle due soluzioni è sostanzialmente equivalente. Ma anche qui la IV gamma vince ai punti: azzera le operazioni di pulizia e taglio, riduce gli scarti e permette di acquistare esattamente la quantità che serve.

Nel caso della macedonia, un’unica confezione sostituisce l’acquisto e la preparazione di quattro tipi di frutta diversi, ciascuno con i propri tempi e scarti.

Le verdure

Nel caso dei minestroni e delle zuppe di V gamma, ovvero prodotti ortofrutticoli che - oltre ad essere stati mondati e lavati - hanno subito un processo termico di cottura, la preparazione richiede numerosi ingredienti distinti e, dunque, un costo più elevato sia in termini di acquisto delle materie prime e di scarto sia di ore lavoro: qui il risparmio legato alla scelta del piatto pronto tocca i valori più alti dell’intera ricerca, il 42% e il 55%.

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La differenza tra prezzo e costo

Il messaggio chiave della ricerca è che il prezzo è quello che si paga alla cassa, il costo è tutto il resto. Tempo per fare la spesa e reperire gli ingredienti, lavaggio, taglio, pulizia degli utensili, scarti inevitabili e, quando serve cuocere, anche i consumi energetici: sono voci che pesano sul conto finale ma quasi mai entrano nel confronto.

Per tradurre questi fattori in un valore economico, i ricercatori hanno incrociato il prezzo medio dei prodotti nella grande distribuzione, la resa effettiva delle materie prime, il tempo medio di acquisto e preparazione, i costi energetici e un valore prudenziale del tempo pari a 9 euro lordi all’ora. Nel calcolo del tempo di spesa si è tenuto conto anche del numero di prodotti da reperire: per un’insalata mista, ad esempio, IV e V gamma offrono spesso un piatto completo in un’unica confezione, mentre l’alternativa fresca può richiedere l’acquisto di più ingredienti separati.

 

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