Nella campagna melicola appena conclusa l'Italia ha conquistato la prima posizione tra gli esportatori mondiali, superando Stati Uniti e Cina. La nuova campagna è partita sotto i migliori auspici e la riapertura, seppur ancora parziale, del Canale di Suez è un ulteriore motivo di ottimismo.
La mela si conferma il prodotto ortofrutticolo con il miglior saldo della bilancia commerciale grazie ad esportazioni per quasi 1,2 miliardi di euro (+19% rispetto alla campagna precedente) che rappresentano una quota del 16% delle esportazioni mondiali. ISMEA, che ha pubblicato un nuovo report specifico, segnala che questo risultato straordinario è arrivato grazie all'esportazione di oltre 1 milione di tonnellate di mele con una crescita dei volumi spediti dall'Italia del 24%.
Tra i mercati di sbocco, al primo posto si conferma la Germania, con una quota del 30% del valore totale e crescite del 26% dei volumi e del 23% degli introiti rispetto alla campagna precedente; secondo posto per la Spagna, mentre il terzo sbocco è rappresentato dall'Arabia Saudita.
Di seguito un dettaglio delle principali evidenze del report.
La situazione produttiva
Secondo i dati ISTAT, negli ultimi anni le superfici dei meleti in produzione in Italia si sono stabilizzate intorno ai 54 mila ettari, con una marcata concentrazione nelle Province autonome di Bolzano e Trento, che da sole rappresentano il 49% del totale nazionale. Seguono Piemonte, Veneto ed Emilia‑Romagna, che complessivamente costituiscono circa il 30% del potenziale produttivo, mentre la Campania mantiene un ruolo distintivo grazie alla produzione della varietà Annurca. Nel complesso, non emergono variazioni significative del potenziale produttivo rispetto al 2024, né rispetto alla media dell'ultimo triennio.
Per il 2025, Assomela stima una produzione nazionale di 2.317.545 tonnellate, un valore in linea con quello dell'anno precedente e superiore di circa il 5% alla media 2022‑2024. A livello territoriale, l'Alto Adige si conferma leader con il 46% del raccolto nazionale, seguito dal Trentino (22%), Piemonte (11%), Veneto (9%), Emilia‑Romagna (8%) e Friuli‑Venezia Giulia (2%); Campania e altre regioni chiudono la classifica con quote più contenute. Rispetto al 2024, nel 2025 c'è stato un incremento produttivo in Alto Adige, Trentino, Campania e Lombardia, mentre in Piemonte, Veneto e Friuli‑Venezia Giulia un calo. La qualità generale delle mele è stata molto buona per tutte le principali varietà. La quantità destinata al mercato del fresco ha raggiunto 2.037 milioni di tonnellate, in aumento del 2% rispetto al 2024 e del 9% rispetto alla media degli ultimi tre anni. La produzione biologica si è attestata a 174.599 tonnellate, in calo del 6% sul 2024.
Dal punto di vista varietale, la Golden Delicious si conferma la cultivar più rappresentata, seguita dal gruppo Gala e dal trio Granny Smith, Fuji e Red Delicious. L'offerta delle nuove varietà ha superato complessivamente le 300mila tonnellate. Le stime restano parziali e saranno aggiornate con la disponibilità dei dati relativi alle aree e alle varietà tardive.
Il contesto europeo
Secondo le ultime stime del WAPA (World Apple and Pear Association), la produzione europea di mele per la campagna 2025/26 dovrebbe attestarsi a poco meno di 11 milioni di tonnellate, segnando un incremento del 5% rispetto alle previsioni diffuse ad agosto. L'aumento è legato alle condizioni meteorologiche più favorevoli di fine estate, che hanno consentito un miglioramento del calibro e della colorazione delle varietà di media e tardiva maturazione. Il rialzo delle stime riguarda soprattutto la Polonia, con un incremento di circa 400.000 tonnellate, seguita dalla Germania (+70.000 tonnellate) e, in misura minore, da Belgio, Paesi Bassi e Francia.
A livello globale, gli scambi internazionali di mele movimentano circa 7 milioni di tonnellate, per un valore complessivo di 7.077 milioni di euro. Nella campagna 2024/25 l'Italia è il principale paese esportatore mondiale, con spedizioni per 1.173 milioni di euro e una quota in valore del 16%, seguita dagli Stati Uniti (14%) e dalla Cina (13%). A completare la top ten si trovano Nuova Zelanda, Cile, Sudafrica, Polonia, Francia, Paesi Bassi e Turchia, che insieme rappresentano una quota rilevante del commercio mondiale, pur mantenendosi distanti dai tre leader.

Commercio con l'estero
Tra i prodotti ortofrutticoli italiani, la mela si conferma quello con il miglior saldo della bilancia commerciale. Nell'ultima campagna, da agosto 2024 a luglio 2025, l'Italia ha registrato un avanzo record di 1.146 milioni di euro, grazie all'esportazione di 1.068 milioni di kg di mele. Si tratta di un volume storico, secondo soltanto ai 1.086 milioni di kg esportati nella campagna 2016/17. Rispetto alla stagione precedente, il saldo commerciale è aumentato del 19%, raggiungendo il livello più elevato di sempre. Questo risultato è dovuto esclusivamente alla crescita dei volumi esportati (+24%), mentre il prezzo medio all'export è diminuito di 4 centesimi al chilo (-3,7%).
Grazie a questi numeri, l'Italia ha conquistato la prima posizione tra gli esportatori mondiali, superando Stati Uniti e Cina.
Nella campagna 2024/25, in termini di valore, le esportazioni italiane sono state dirette per il 65% verso i Paesi dell'Unione Europea e per il 35% verso i mercati extra UE. Le vendite nell'area UE sono cresciute del 22%, mentre quelle verso i mercati extra UE hanno segnato un aumento più contenuto (+14%), penalizzate dalle performance negative di Brasile e Regno Unito. Il confronto con la media delle ultime tre campagne evidenzia incrementi a doppia cifra per saldo commerciale (+30%) e volumi esportati (+24%), il prezzo del prodotto esportato è cresciuto del 5%.
La Germania si conferma il primo mercato di destinazione, con una quota del 30% del valore totale e un incremento del 26% nei volumi e del 23% negli introiti rispetto alla campagna 2023/24. Segue la Spagna, stabile al secondo posto con una quota dell'11%, in aumento del 9% su base annua e del 32% rispetto alla media triennale.
Al terzo posto si colloca l'Arabia Saudita, in crescita del 10% rispetto alla campagna precedente e del 6% rispetto al triennio. In quarta posizione figura il Brasile che, pur registrando un calo del 14% sull'ultimo anno, mostra un aumento del 54% rispetto alla media triennale. Quinto il Regno Unito, in lieve flessione (-5% sull'anno, -1% sul triennio). Da segnalare il forte avanzamento dell'Egitto, che balza dal dodicesimo al sesto posto grazie a un incremento record del 171%. Israele scende al settimo posto, pur mantenendo una crescita significativa (+22% sull'anno e +53% sul triennio).
I Paesi Bassi scivolano all'ottavo posto, pur registrando un incremento del 25% rispetto alla campagna precedente e del 41% sul triennio. Tra gli altri mercati dinamici spiccano Repubblica Ceca, Austria, Emirati Arabi e Romania. In ripresa anche l'India, che cresce del 18% sull'anno pur restando il 35% sotto i livelli medi triennali.
Sul fronte delle importazioni, l'Italia ha acquistato 28,4 milioni di kg di mele nella campagna 2024/25, un valore allineato agli ultimi tre anni e in crescita del 9% rispetto alla campagna precedente. Il prezzo medio ha risentito delle dinamiche del mercato globale, aumentando di circa 3 centesimi al chilo rispetto alla campagna precedente, fino a raggiungere 0,96 €/kg.
A questo link è liberamente disponibile il report Tendenze Frutta - Focus Mele






