La situazione sta creando forti ribassi nei prezzi; per reagire parte dei volumi viene deviata verso mangimi, biogas o, in alcuni casi, distrutta.

Areté, società che si occupa di analisi e supporto alle imprese nel settore agrifood, ha diffuso i più recenti dati del settore, comunicando che in questo momento il mercato europeo delle patate sta affrontando una fase di forte squilibrio, tra surplus produttivo e domanda debole, con un conseguente crollo delle quotazioni.

I prezzi in dettaglio

Sul mercato finanziario dell’EEX, a marzo i prezzi medi sono scesi del 30% su base mensile, portandosi a -80% dall’inizio della campagna e a -87% rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche sul fisico la pressione è evidente: le patate da trasformazione registrano un -10%, mentre il segmento Fast Food cala del 9%. In alcuni casi si osservano prezzi negativi, fino a -2 €/100 kg per prodotto destinato ai mangimi.

Alla base del ribasso c’è un aumento significativo dell’offerta. La produzione europea nella campagna 2025/26 è cresciuta dell’8%, con incrementi particolarmente marcati nei Paesi Bassi (+24%) e in Belgio (+12%). Il surplus stimato nei principali Paesi produttori NEPG (North-Western European Potato Growers) raggiunge circa 3,3 milioni di tonnellate.

Sul fronte della domanda, pesano la crescente concorrenza di Cina, India ed Egitto e il rafforzamento dell’euro, che riduce la competitività dell’export europeo. Le esportazioni dei Paesi NEPG risultano già in calo del 7% nei primi mesi della campagna.

Le conseguenze

In questo contesto, i produttori accelerano le vendite per contenere i costi di stoccaggio, alimentando ulteriormente la pressione sui prezzi. Parte dei volumi viene deviata verso mangimi, biogas o, in alcuni casi, distrutta per liberare capacità in vista del nuovo raccolto.

Per la campagna 2026/27 è attesa una correzione dell’offerta: Areté stima un calo della produzione europea dell’8%, trainato dalla riduzione delle superfici. Il riequilibrio potrebbe sostenere le quotazioni, ma il recupero si preannuncia graduale, in un mercato ancora caratterizzato da scorte elevate e crescente competizione internazionale.

 

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