Il mondo consortile plaude al nuovo decreto ministeriale sui Consorzi di tutela dei prodotti agricoli e alimentari DOP e IGP. Il nuovo decreto rappresenta uno strumento operativo importante per rendere più efficace il ruolo delle Indicazioni Geografiche nel quadro nazionale ed europeo.
La pubblicazione del nuovo decreto ministeriale sui Consorzi di tutela dei prodotti agricoli e alimentari DOP e IGP rappresenta un passaggio rilevante per l’evoluzione del sistema italiano delle Indicazioni Geografiche. Il provvedimento dà attuazione al Regolamento UE 2024/1143 e consolida il ruolo dei Consorzi come soggetti centrali nella gestione delle filiere di qualità, nella tutela delle denominazioni e nello sviluppo territoriale.
Fondazione Qualivita, organizzazione culturale e scientifica italiana senza scopo di lucro, specializzata nella tutela e valorizzazione dei prodotti agroalimentari e vitivinicoli di qualità, ha elencato le ragioni per cui questo provvedimento è apprezzato dal settore. Anzi, si tratta di una conferma di un percorso che la ricerca scientifica ha evidenziato con crescente chiarezza negli ultimi anni: le DOP e IGP non sono solo strumenti di certificazione e protezione giuridica, ma sistemi organizzati di filiera, fondati sulla capacità dei produttori di gestire collettivamente reputazione, mercato, sostenibilità, innovazione e rapporto con il territorio.
La forza della DOP economy italiana
I Rapporti Ismea-Qualivita hanno documentato nel tempo il peso economico e sociale della DOP economy italiana, mettendo in luce il valore dei Consorzi di tutela come infrastrutture di governance capaci di aggregare imprese, valorizzare la produzione agricola, rafforzare la competitività delle filiere e sostenere la crescita dei territori. In questa prospettiva, il nuovo decreto rappresenta uno strumento operativo importante per rendere più efficace il ruolo delle Indicazioni Geografiche nel quadro nazionale ed europeo.
Tra le cose messe in evidenza c’è l’impatto del decreto sulla gestione produttiva. La possibilità di attivare misure di regolazione dell’offerta, estesa alle diverse filiere agroalimentari, consente di rafforzare la programmazione, migliorare l’equilibrio di mercato e sostenere una più equa valorizzazione della componente agricola. Si tratta di un passaggio strategico perché restituisce centralità alla produzione primaria e alla capacità delle comunità produttive di governare dal basso lo sviluppo delle denominazioni.
Nuove funzioni per i Consorzi
Il decreto recepisce inoltre le nuove funzioni attribuite dal Regolamento UE 2024/1143 ai Consorzi in materia di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Un ambito sul quale anche FAO, Origin hanno sviluppato negli anni attività di analisi, ricerca e sensibilizzazione, evidenziando la necessità di una sostenibilità costruita dentro le filiere, coerente con i disciplinari, con i territori e con le specificità produttive delle singole DOP e IGP.
Di grande importanza è anche il riconoscimento del “Turismo DOP” tra le attività collegate alla valorizzazione delle Indicazioni Geografiche. Fondazione Qualivita aveva già individuato questo tema come una delle nuove frontiere della DOP economy, proponendo al relatore On. Paolo De Castro nel percorso europeo del Regolamento 1143 un emendamento con l’appoggio del Ministro Francesco Lollobrogida e di Origin Italia volto a riconoscere il ruolo dei Consorzi nella promozione del turismo legato alle denominazioni. Il decreto rende ora concreta questa visione, aprendo la strada a iniziative capaci di valorizzare il prodotto, la sua storia, il legame con il territorio e il patrimonio culturale delle comunità locali.
A questo link è disponibile il testo del DM Consorzi






