Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026, è stato inserito un comma che prevede la riduzione delle accise sulla birra per gli anni 2026 e 2027. La misura, accolta positivamente da AssoBirra, mira a sostenere la competitività delle imprese e la filiera birraria italiana.
Nello specifico, è stato inserito il comma 859 che modifica l’aliquota delle accise applicata alla birra per il biennio 2026‑2027. Secondo il testo ufficiale del provvedimento, per questi due anni l’aliquota di accisa sulla birra sarà ridotta da 2,99 a 2,98 euro per ettolitro e per grado‑Plato; dal 2028 la misura tornerà all’attuale livello di 2,99 euro.
Questa modifica, pur di entità contenuta in valore assoluto, rappresenta un’interferenza diretta sulla fiscalità di settore, con l’obiettivo dichiarato di alleggerire il carico fiscale sul comparto birrario e sostenere la competitività delle imprese italiane.
L’Associazione dei Birrai e dei Maltatori (AssoBirra) ha espresso soddisfazione per l’inclusione del comma nella manovra, sottolineando che si tratta di “un segnale concreto di attenzione verso un comparto strategico dell’agroalimentare italiano” e di “un passo nella direzione di un quadro fiscale più equo e favorevole alla crescita del settore”.
Il presidente di AssoBirra, Federico Sannella, ha evidenziato come la misura riconosca “il valore economico, sociale e industriale della filiera birraria” e ne rafforzi la capacità di affrontare le sfide della transizione sostenibile, oltre a mantenere il contributo alla crescita economica del Paese.
Il settore birrario italiano, secondo i dati ricordati da AssoBirra, ha un peso significativo sull’economia nazionale: genera oltre 10 miliardi di euro all’anno di valore condiviso, contribuisce per circa 4 miliardi di euro alla fiscalità generale (di cui circa 1,5 miliardi di IVA e 689 milioni di accise) e impiega oltre 110.000 persone lungo l’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione e al consumo fuori casa.






