Quotazioni di arabica e robusta in ripresa. Prezzi sostenuti da una minore disponibilità dei chicchi brasiliani. Anche per la fava del cacao crescita del valore, in questo caso per le dinamiche in atto nel continente africano.
Caffè, tra ritenzione brasiliana e tensioni geopolitiche
Il mercato del caffè torna sotto pressione nel breve periodo. Secondo Areté, che ha diffuso gli ultimi dati, nell’ultimo mese le quotazioni su ICE hanno registrato un recupero del +13% per l’arabica e del +7% per la robusta, con una riapertura dell’arbitraggio tra le due varietà (+20%).
A sostenere i prezzi è soprattutto la minore disponibilità dal Brasile: i produttori hanno venduto circa il 77% del raccolto 2025/26, contro il 93% dello scorso anno, rallentando i flussi di offerta. La ritenzione a vendere, in attesa di prezzi più elevati, sta contribuendo a irrigidire il mercato fisico.
Segnali di tensione arrivano anche dalla Colombia, dove produzione ed export risultano in calo rispettivamente del 28% e del 14% da inizio campagna, complice l’impatto di El Niño.
Nel frattempo, gli stock certificati di arabica, pur in lieve recupero mensile (+12%), restano inferiori del 31% su base annua, con i volumi brasiliani in forte contrazione (-96% a/a).
Il contesto geopolitico amplifica la volatilità: le tensioni in Medio Oriente stanno aumentando i costi logistici globali, tra noli, carburanti e assicurazioni, con effetti rialzisti sui prezzi.

Aumento dei prezzi per il cacao
Nelle ultime settimane, i prezzi della fava di cacao su ICE Europe hanno segnato un rimbalzo del 19%, riportandosi vicino a 2.400 £/t dai minimi di fine febbraio sotto 2.030 £/t. L’aumento è stato principalmente guidato dalla ripartenza degli acquisti da parte dei trader, incentivati dalla riduzione dei prezzi minimi garantiti agli agricoltori in Africa occidentale (-30% in Ghana, -57% in Costa d’Avorio), e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente: la chiusura dello Stretto di Hormuz ha fatto salire noli, assicurazioni e carburante, comprimendo l’offerta globale e sostenendo i prezzi internazionali.
Tuttavia, il potenziale ribassista legato a un aumento dell’offerta è mitigato dal surplus della campagna 2025/26: secondo Areté, la produzione eccedente dovrebbe attestarsi a circa 246.000 t.






