In base a uno studio di RDC Environment1 sul ciclo di vita (LCA) dei principali sistemi di imballaggio, questa tipologia in monouso è la soluzione più efficiente nella logistica del freddo. Si stima un impatto ambientale e socioeconomico inferiore del 25% rispetto a cartone e plastica riutilizzabile.
La segnalazione si deve a AIPE, l’ Associazione Italiana Polistirene Espanso, che riporta i risultati dello studio sul Life Cycle Assessment (LCA) delle cassette per il pesce nella logistica del freddo (Comparative Sustainability Assessment of fish boxes in Europe), condotto da RDC Environment, che ha comparato le prestazioni dei diversi materiali di imballaggio impiegati nel settore ittico - oltre all’EPS monouso, anche cartone e plastica riutilizzabile.
L’analisi ha preso in esame i principali parametri ambientali: trasporto, requisiti di isolamento termico, rischio di deterioramento, lavaggio, smaltimento o riciclo, considerando come unità funzionale “1 kg di pesce fresco consegnato in condizioni refrigerate”.
Applicando la metodologia PEF (Product Environmental Footprint), in conformità alle norme ISO 14040/44 e alle linee guida UE sui costi-benefici, lo studio ha mostrato come la cassetta pesce monouso in EPS sia la soluzione più sostenibile lungo l’intera catena del valore: registra infatti un impatto ambientale e socioeconomico aggregato inferiore del 25% rispetto alla media dei valori delle alternative come cartone e plastica rigida.
Un altro vantaggio riguarda il peso. L'EPS è il materiale più leggero per il trasporto del pesce. La sua leggerezza riduce drasticamente il carico totale del camion, e, di conseguenza, sia il consumo di carburante sia le emissioni di CO₂.
Freschezza e sicurezza alimentare
AIPE segnala ulteriori interessanti vantaggi. Il pesce fresco è tra gli alimenti più sensibili alle variazioni di temperatura e al deterioramento. Grazie alle sue proprietà di isolamento, a una conducibilità termica di 0,037 W/(m.K) inferiore rispetto agli altri materiali - per il cartone è di 0,048 e per la plastica riutilizzabile di 0,11 (PP) e 0,35 (HDPE) -, l'EPS consente di ridurre la quantità di ghiaccio necessaria per mantenere la freschezza del pesce anche su lunghe distanze, prevenendo sprechi alimentari e ottimizzando il carico. Le cassette monouso in EPS consentono di mantenere il pesce fresco alla temperatura ottimale di 4°C per oltre 6 giorni con solo 5 kg di ghiaccio, superando la durata massima della distribuzione in Europa.
Inoltre, le prestazioni di isolamento termico degli imballaggi sono decisive per garantire igiene e sicurezza. L'EPS monouso è infatti un materiale atossico, che non sviluppa microrganismi e non richiede sanificazione pre-riciclo.
Queste caratteristiche rendono questa soluzione più vantaggiosa all’aumentare delle distanze di trasporto: se, fino ai 200 km, EPS, cartone e plastica riutilizzabile hanno prestazioni simili in termini di impatto climatico, oltre i 200 km di distanza, l’EPS monouso inizia a essere preferibile sia rispetto alle cassette riutilizzabili, che richiedono una logistica di ritorno e un lavaggio che comportano costi aggiuntivi e impatti ambientali più elevati, e sia al cartone che inizia a essere penalizzato dal maggiore fabbisogno di ghiaccio e sensibilità al deterioramento.
"La ricerca mette in luce un aspetto importante: la sostenibilità di un prodotto va valutata lungo l’intero ciclo di vita e nel suo contesto reale di utilizzo - commeta Giuseppe Rinaldi, Presidente di AIPE -. Nel caso del comparto ittico, dove la capacità di un materiale di mantenere il freddo anche su distanze di trasporto elevate è determinante, l'EPS offre la combinazione più performante in termini di prestazioni ambientali, economiche e di sicurezza alimentare”.






