Dalle nuove direttive energetiche statunitensi alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente: uno scenario di profondo cambiamento per i mercati degli oli vegetali e del pomodoro da industria.
Olio di Palma: la spinta del comparto energetico
Il perdurare della crisi iraniana ha riportato le quotazioni del petrolio sopra la soglia dei 100 $/bbl, modificando gli equilibri di convenienza nella produzione di biodiesel. Secondo l'analisi di Areté, questo scenario sta determinando dinamiche divergenti sul mercato dell'olio di palma:
Settore Alimentare: I rialzi dei prezzi — che nel primo mese di conflitto hanno segnato un +22% per il grezzo CIF Rotterdam e un +19% su Bursa Malaysia — stanno frenando la domanda da parte dell'industria del food.
Settore Energetico: Al contrario, i consumi sono in netta espansione, trainati dalle politiche dei paesi produttori. In particolare, l'Indonesia ha confermato l'implementazione del mandato di miscelazione al 50% (B50) a partire dal prossimo 1° luglio.
Impatto sui prezzi e logistica
Questi fattori stanno fornendo un solido supporto ai listini dell'olio di palma che, sul mercato europeo, è tornato a scambiare a premio rispetto ai principali oli di semi dopo diversi mesi.
Oltre alla pressione della domanda energetica, contribuiscono al rialzo anche le criticità logistiche: l'aumento dei costi dei carburanti e dei premi assicurativi sta infatti gravando significativamente sulle quotazioni finali della materia prima.
Oli vegetali: i nuovi target 2026-2027
L’EPA (Environmental Protection Agency) ha ufficializzato i Renewable Fuel Standards (RFS) per il prossimo biennio. Il programma federale statunitense, che vincola i raffinatori di petrolio alla miscelazione di quote di carburanti rinnovabili, ha introdotto per il 2026 e 2027 obblighi superiori alle aspettative del mercato, consolidando il supporto politico al comparto dei biocarburanti.
L’agenzia sta focalizzando gli incrementi sui biocarburanti avanzati e sul diesel rinnovabile, prodotti a partire da grassi e oli vegetali (i cosiddetti feedstock lipidici). Al contrario, il mandato per l’etanolo convenzionale (da mais) resta invariato a 15 miliardi di galloni annui. Questo scenario conferma uno spostamento strategico della domanda verso il comparto degli oli rispetto a quello dei cereali.
Un passaggio chiave del provvedimento riguarda la riallocazione di circa il 70% delle esenzioni per le piccole raffinerie (SRE). Queste quote, basate sui livelli 2023-2025, sono state incorporate direttamente nei nuovi mandati 2026-2027 per garantire che la domanda di biocarburanti resti effettiva e non venga erosa da sgravi fiscali.
Sul fronte del commercio internazionale, l’EPA ha deciso di rinviare al 2028 (o oltre) l’introduzione del meccanismo di riduzione dei crediti RIN per i carburanti importati. Lo slittamento di questa restrizione mira a prevenire tensioni nell’offerta nel breve termine, mantenendo il mercato fluido e aperto alle forniture estere.
Secondo l'analisi di Areté, il provvedimento rafforza strutturalmente le prospettive di domanda per gli oli vegetali (in particolare l’olio di soia) e gli altri feedstock per biodiesel. Sebbene il contesto energetico rimanga caratterizzato da alta volatilità, la decisione dell'EPA fornisce un supporto di medio periodo ai prezzi. Nell'immediato, l'assenza di barriere sulle importazioni contribuirà a contenere eventuali picchi di prezzo, supportando la domanda di materie prime d'importazione già in fase di espansione.

Le prospettive per il pomodoro
A fine marzo si è conclusa la trattativa tra coltivatori e industria di trasformazione per la definizione del prezzo del pomodoro da industria nel Nord Italia per la campagna 2026/27 (ne abbiamo parlato qui).
Il prezzo è stato fissato a 137 €/t, in calo del 4% rispetto allo scorso anno. Secondo le proiezioni del WPTC, le previsioni di produzione si attestano a 3 milioni di tonnellate al Nord e 2,8 milioni al Centro-Sud, dove le riserve idriche mostrano condizioni in miglioramento. Complessivamente, in Italia si prospetta un volume totale di 5,8 milioni di tonnellate, in lieve contrazione (-1%) rispetto al 2025. Come evidenziato da Areté, questo dato confermerebbe l'Italia come secondo produttore globale dopo la California, che nonostante un calo delle superfici dell'11% potrebbe sfiorare i 9 milioni di tonnellate di raccolto.
Allargando lo sguardo oltre i confini nazionali, in Spagna le prospettive produttive sono favorevoli grazie a una situazione idrologica più rassicurante. Tuttavia, il prezzo fissato per la materia prima, identico allo scorso anno, viene ritenuto dagli agricoltori insufficiente a coprire i costi di produzione. Nonostante ciò, le attese rimangono orientate a una crescita produttiva, sostenuta da un aumento delle superfici dedicate ai trapianti.






