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Un articolo sull’European Journal of Nutrition analizza i risultati di uno studio australiano che ha simulato l’impatto della sostituzione del latte vaccino con bevande vegetali sul piano nutrizionale. Gli autori – Lawrence, Russo‑Batterham, Doyle e Tescari – hanno concentrato l’attenzione su nutrienti chiave come la proteina, la riboflavina, la vitamina B12 e lo iodio.

Lo studio si proponeva di valutare le conseguenze dell’uso di bevande vegetali non arricchite (PBML – plant‑based milk‑like drinks) al posto del latte vaccino sulla dieta abituale della popolazione australiana (dati del sondaggio nazionale 2011–12, con circa 11.925 partecipanti dai 2 anni in su). L’obiettivo era stimare se tali sostituzioni potessero ridurre l’assunzione usuale di proteine, riboflavina, vitamina B12 e iodio, rispetto ai fabbisogni medi stimati (EAR).

Metodi

È stato utilizzato un modello di simulazione computerizzata su base dati nazionali (NNPAS), applicando il metodo della National Cancer Institute per stimare l’assunzione usuale (due giorni di registrazioni alimentari) e individuare la percentuale di persone sotto il fabbisogno stimato per ciascun nutriente. Sono stati esaminati scenari di sostituzione uno‑a‑uno su base di volume equo, con diverse tipologie di bevande vegetali (soia, avena, riso, mandorla, cocco), rappresentative del mercato australiano del 2023.

Risultati

Scenario 1: Proteine

Se il latte fosse sostituito con una bevanda a base di avena (moderato contenuto proteico ~41 % rispetto al latte) o riso (~9 %), l’assunzione media di proteine nella popolazione (≥ 2 anni) diminuirebbe del 3 % o meno. Tuttavia, riduzioni più marcate (fino al 10‑16 %) sono previste nei bambini e adolescenti (2‑18 anni) e negli anziani (> 71 anni). Nonostante ciò, la maggior parte dei gruppi (ragazzi 2‑50 anni, donne fino a 70 anni) manterrebbe un livello adeguato di assunzione proteica.

Scenario 2: Riboflavina, vitamina B12 e iodio

Sostituendo il latte con una bevanda a base di soia arricchita solo con calcio ma non con riboflavina, B12 o iodio:

Riboflavina: calo medio dell’11 % nell’intera popolazione; incremento nell’incidenza di carenze tra le donne anziane (71 + anni) dal 20 % al 31 %.

Vitamina B12: riduzione del 16 % in media; nelle donne tra 14 e 70 anni, percentuali sopra il fabbisogno aumentano da circa 5–8 % fino a 11–17 %, mentre tra gli uomini oltre i 71 anni aumenterebbero da < 1 % a circa 9 %.

Iodio: raddoppio delle carenze alimentari previste: da circa 2 % a 5 % nei maschi, e da 8 % a 16 % nelle femmine.

Discussione e conclusioni

I risultati suggeriscono che la semplice attenzione al calcio non basta quando si promuovono bevande vegetali come alternative al latte vaccino. Le carenze potenziali in riboflavina, vitamina B12 e iodio, così come la riduzione dell’assunzione proteica in gruppi sensibili, obbligano a considerare altri nutrienti fondamentali nelle linee guida nutrizionali.

Gli autori invitano a ripensare le raccomandazioni pubbliche, suggerendo un’attenzione integrata ai nutrienti oltre al calcio, soprattutto per bambini, donne giovani e anziani.

 

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