oriGIn, l’alleanza globale delle Indicazioni Geografiche, ha pubblicato l’indagine sulle tendenze globali del 2026. Le IG dimostrano resilienza e i loro gruppi si confermano la spina dorsale del sistema, nonostante l’aumento dei costi e le tensioni commerciali.

Giunta alla sua quinta edizione, l’indagine monitora le performance economiche e le priorità strategiche delle Indicazioni Geografiche a livello mondiale. In lingua inglese, il rapporto è liberamente disponibile a questo link.

I numeri principali

L’edizione 2026 si basa sulle risposte di 32 gruppi di Indicazioni Geografiche provenienti da 20 paesi di 5 continenti, che coprono prodotti agricoli, vini, distillati e artigianato, e riflette la diversità delle circa 20.000 Indicazioni Geografiche riconosciute a livello internazionale.

Le indicazioni geografiche (IG) oggetto dell’indagine registrano un fatturato di 73,1 miliardi di euro, esportazioni per 58,9 miliardi di euro e 640.000 posti di lavoro diretti. Rappresentano oltre 1 milione di chilometri quadrati di territorio e attraggono circa 14 milioni di visitatori all’anno.

Nel 2025, l’andamento delle vendite è stato contrastante: il 42% dei gruppi GI intervistati ha registrato una crescita, mentre il 39% ha subito un calo, a causa dell’impatto combinato delle tensioni commerciali globali, dei dazi e dell’incertezza geopolitica. I costi di produzione sono aumentati per il 77% degli intervistati; tuttavia, il 78% ha mantenuto livelli di forza lavoro stabili, a dimostrazione della resilienza strutturale del settore e dell’impegno occupazionale a lungo termine. Le prospettive per il 2026 sono prevalentemente prudenti: il 48% dei gruppi prevede condizioni economiche sfavorevoli, un dato più pessimistico rispetto a un anno fa.

Focus sui gruppi

L’indagine di quest’anno ha introdotto un focus specifico sui gruppi, la spina dorsale operativa del sistema GIS, la cui governance, il cui finanziamento e le cui dinamiche interne sono rimasti finora in gran parte non documentati. Tra i risultati principali si evidenziano che il 77% dei gruppi intervistati segnala un coinvolgimento elevato o molto elevato dei membri nel processo decisionale strategico, a testimonianza del modello di governance collettiva e dal basso che è alla base del sistema delle infrastrutture verdi. Il 48% di essi rappresenta il 100% degli stakeholder della catena del valore, confermando una solida legittimità istituzionale. La promozione e la tutela legale dominano la classifica delle attività.

Riccardo Deserti, Presidente di oriGIn ha così commentato con soddisfazione la pubblicazione del nuovo report: “I gruppi di indicazione geografica (IG) sono un pilastro del sistema IG, il fondamento della sua resilienza e credibilità a lungo termine. L’indagine del 2026 conferma che, nonostante un contesto globale difficile, queste associazioni restano impegnate a tutelare i propri marchi, ad espandere i propri mercati e a servire i propri membri, generando così valore sociale, economico e ambientale a lungo termine per le loro comunità. Avendo individuato modelli e best practice di gruppi di successo in tutto il mondo, oriGIn rafforzerà le proprie iniziative di capacity building”.

 

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