Beer&Food Attraction, in corso in questi giorni a Rimini, è stata l’occasione per fare luce sulle ultime evoluzioni del settore. Nei convegni molta attenzione alla sostenibilità, al ruolo del turismo e alla necessità della semplificazione normativa.

In vista dell’apertura di Beer&Food Attraction di Rimini (15-17 febbraio) sono stati diffusi i più recenti dati sul beverage con numeri che raccontano un mercato in forte evoluzione e alcune interessanti novità.

Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026, è stato inserito un comma che prevede la riduzione delle accise sulla birra per gli anni 2026 e 2027. La misura, accolta positivamente da AssoBirra, mira a sostenere la competitività delle imprese e la filiera birraria italiana.

I dati dei primi nove mesi del 2025 confermano una fase di rallentamento dell’import di vino nei principali mercati mondiali. L’ultimo Nomisma Wine Monitor segnala cali diffusi a livello internazionale con poche eccezioni e segnali sempre più evidenti di pressione sui prezzi.

Il traguardo è spinto dalla domanda italiana. L’Osservatorio del Vino UIV-Ismea segnala che sono più di 360 milioni le bottiglie dedicate alle feste mentre l’export è stabile.

I risultati dell’indagine “Percezione e prospettive delle bollicine alternative presso i consumatori italiani” realizzata da Nomisma Wine Monitor. La tipologia degli sparkling tiene in una congiuntura economica e politica internazionale piuttosto complessa.

Passano le generazioni ma la birra resta un fattore fondamentale di Identità e un’occasione per stare insieme. Viene inoltre sempre più considerata un prodotto di qualità e si diffonde la cultura della moderazione.

L’Osservatorio Federvini segnala come nel 2025, di fronte alle difficoltà dello scenario globale, gli operatori del settore abbiano affinato la loro capacità ed efficienza per operare sui mercati esteri.

Secondo il report ICQRF Cantina Italia aggiornato al 31 ottobre 2025 negli stabilimenti enologici italiani risultano presenti 44,5 milioni di ettolitri di vini, 14,3 milioni di ettolitri di mosti e 14,3 milioni di ettolitri di VNAIF (vini nuovi ancora in fermentazione).

Il ruolo e il valore del nostro prodotto, nel contesto nazionale e internazionale, sono stati al centro di un incontro che ha analizzato anche le tendenze e le prospettive del comparto.

La produzione torna a crescere leggermente dopo anni difficili, ma resta sotto la media e il settore continua a fare i conti con clima avverso, costi elevati e domanda debole. L’Italia consolida il suo ruolo di primo produttore dell’UE.