Secondo Areté, il peggioramento dei raccolti nell’emisfero Nord sostiene i prezzi del mais, mentre le migliori prospettive produttive del Brasile spingono al ribasso le quotazioni dell’arabica. Le ultime evoluzioni dei due importanti mercati agroalimentari.

Mais, produzione europea ai minimi degli ultimi decenni

A settembre i prezzi del mais hanno proseguito la loro corsa. Rispetto alla media di agosto, la prima scadenza CME è salita di quasi il 12%, mentre Euronext ha registrato un aumento del 4% e il contratto 103 di Bologna del 7% circa. Secondo Areté, alla base del rialzo c’è soprattutto il deterioramento delle prospettive produttive nell’emisfero Nord, che aumenta l’incertezza sull’approvvigionamento europeo.

Negli Stati Uniti, dove la raccolta è appena iniziata, il Dipartimento dell’Agricoltura ha ridotto di oltre 5 milioni di tonnellate la stima della produzione 2026/27, ora prevista il 7% al di sotto del record dell’anno precedente.

Ancora più difficile il quadro nell’Unione europea. Siccità e temperature elevate hanno portato la Commissione europea a stimare un raccolto di appena 50,1 milioni di tonnellate, il 17% in meno rispetto al 2025 e tra i livelli più bassi degli ultimi decenni. Le condizioni climatiche hanno inoltre aggravato i problemi qualitativi, con effetti particolarmente evidenti sul mais destinato all’uso alimentare.

A fronte di una produzione interna ridotta e di scorte iniziali contenute, il fabbisogno di importazioni dell’Ue potrebbe quindi avvicinarsi ai massimi storici. Un'esigenza che si inserisce però in un contesto di maggiore difficoltà nell'approvvigionamento dall’Ucraina.

Le limitazioni al traffico nel Mar Nero e i bassi livelli del Danubio stanno infatti riducendo la disponibilità di alternative logistiche e facendo aumentare i costi delle spedizioni, contribuendo a mantenere sotto pressione il mercato europeo.

Caffè, il boom dell’arabica brasiliana spinge giù i prezzi

Di segno opposto la dinamica del mercato del caffè. Conab, la società brasiliana per l’approvvigionamento alimentare, ha aggiornato le proprie stime sulla produzione della campagna 2026/27, prevista complessivamente a 67,6 milioni di sacchi: il 20% in più rispetto alla campagna precedente e l’1% oltre la previsione formulata a maggio.

A trainare la crescita è soprattutto l’arabica, per la quale Conab stima una produzione di 48,2 milioni di sacchi, il 35% in più rispetto al 2025/26 e il 5% oltre la precedente previsione. Per il robusta, invece, la stima si ferma a 19,4 milioni di sacchi, in calo del 7% sia rispetto alla campagna precedente sia rispetto alla previsione di maggio.

Le prospettive per l’arabica sono particolarmente favorevoli anche secondo altri operatori, che convergono su una crescita della produzione superiore al 20%, sostenuta dall’espansione delle superfici coltivate e da rese elevate.

Un quadro di maggiore disponibilità che trova conferma anche nelle esportazioni brasiliane: ad agosto le spedizioni sono aumentate del 26% rispetto allo stesso mese del 2025, raggiungendo uno dei livelli più elevati registrati per agosto almeno nelle ultime quattro campagne.

Secondo Areté, l’aumento dell’offerta attesa ha iniziato a riflettersi sulle quotazioni. Nei primi venti giorni di settembre, i prezzi dell’arabica hanno infatti registrato un calo del 20%, incorporando progressivamente le migliori prospettive di disponibilità del prodotto brasiliano.

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