Lo spreco alimentare è una delle principali criticità dei sistemi alimentari contemporanei, con implicazioni ambientali, sociali ed economiche sempre più evidenti. Con ripercussioni anche sul fronte dei bilanci familiari.

Secondo il rapporto “Il caso Italia 2026” dell’Osservatorio Waste Watcher International, lo spreco alimentare domestico è di circa 554 grammi a persona a settimana, per un valore complessivo di oltre 7,3 miliardi di euro all’anno solo tra le mura domestiche, nonostante il calo del 10% rispetto al 2025. In occasione della Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, che si celebra il 5 febbraio, Too Good To Go, realtà di riferimento nella lotta allo spreco, ha diffuso un commento accompagnato da alcuni dati che mettono in relazione spreco domestico e inflazione.

Il tema dello spreco alimentare riguarda soprattutto il consumo domestico, che rappresenta una quota significativa del cibo sprecato lungo la filiera, secondo le principali stime nazionali ed europee.

La riflessione parte dalla constatazione che, con l’aumento dei prezzi dei generi alimentari negli ultimi anni, ridurne lo spreco non sia più solo una scelta sostenibile, ma anche una leva concreta per contenere l’impatto della spesa sulle famiglie. Secondo Mirco Cerisola, Country Manager di Too Good To Go Italia, esiste un legame tra spreco alimentare e inflazione.

La riduzione dello spreco alimentare è quindi sempre più letta come una leva duplice, capace di incidere sia sulla sostenibilità ambientale sia sulla tenuta economica delle famiglie, riducendo acquisti superflui e perdite di valore lungo il ciclo di consumo.

“Negli ultimi anni, secondo dati ISTAT, il costo del cibo in Italia è cresciuto molto più dell’inflazione generale: +24,9% contro +17,3%. In questo scenario, sprecare cibo significa pagare una ‘tassa invisibile’ che grava ulteriormente sui bilanci familiari, che inconsapevolmente paghiamo senza rendercene conto. Lo spreco domestico abbiamo calcolato che vale infatti 378 euro a persona all’anno, pari a quasi due mesi di spesa alimentare che finiscono letteralmente nel cestino. L’equivalente di circa il 9–11% del budget alimentare annuale procapite”.

In questo contesto, iniziative e strumenti anti-spreco, come quelli promossi da Too Good To Go, vengono indicati come una delle possibili risposte pratiche al problema, consentendo ai consumatori di acquistare prodotti ancora idonei al consumo a prezzi ridotti e contribuendo, al tempo stesso, a limitare l’impatto economico e ambientale dello spreco alimentare.

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