In occasione della 117^ edizione di Fieragricola–Veronafiere, Nomisma ha realizzato una ricerca dal titolo “Full innovation: l’agricoltura italiana tra realtà produttiva e consumatori”.
L’obiettivo di analizzare il ruolo dell’innovazione per l’agricoltura italiana è stato affrontato da due punti di vista. Da un lato quello delle imprese agricole, come fattore strategico di sviluppo nell’affrontare le grandi sfide attuali e future, dai cambiamenti climatici a quelli di mercato. Dall’altro quello dei consumatori, e in particolare di come l’innovazione viene percepita (in termini di importanza, ruolo, funzione) per la produzione agricola ed alimentare, anche qui sia in ottica attuale che prospettica.
Lo studio ha evidenziato il posizionamento competitivo della nostra agricoltura, che rappresenta un unicum in Europa. I ricercatori di Nomisma hanno evidenziato che, pur a fronte di una forte polverizzazione del tessuto imprenditoriale (che non permette, tra le altre cose, efficienze di costo derivanti da economie di scala tipiche delle grandi imprese come quelle francesi o tedesche) e presentando un livello di produzione inferiore alla stessa Francia e Germania (72 miliardi di euro contro rispettivamente 90 e 76 miliardi), primeggia per valore aggiunto prodotto (media 2024/2025 pari ad oltre 41 miliardi di euro, contro i 32 di Francia e Germania).
Un primato che ben si evince dalla capacità delle imprese di valorizzare il principale fattore di produzione. La valorizzazione discende dalla capacità delle imprese italiane di aver saputo coniugare, alla produzione primaria, anche qualità e diversificazione. Questa capacità dell’industria agroalimentare di generare ricchezza per il Paese trova poche analogie in Europa, ma presenta ambiti di miglioramento, in particolare sul fronte della produttività del lavoro dove siamo in una posizione più bassa rispetto ad altri competitor come i Paesi Bassi, la Germania ed anche la Francia.
Quello della produttività è proprio un ambito dove l’innovazione può svolgere un ruolo di prim’ordine per il miglioramento delle performances aziendali.

Problemi e sfide
Tra le altre sfide che stanno mettendo a rischio la continuità e competitività economica delle imprese agricole lo studio di Nomisma indica il riscaldamento globale, una maggior sostenibilità dell’attività richiesta sia dal punto di vista della normativa agroalimentare che dallo stesso consumatore, le tensioni geopolitiche che rendono sempre più volatili i prezzi dei prodotti agricoli.
Parlando di continuità e competitività delle imprese agricole non va dimenticato il tema del ricambio generazionale, che può assumere i connotati positivi o negativi nei confronti dell’innovazione. Da un lato, infatti, le aziende condotte da giovani presentano un maggior grado di informatizzazione e di adozione di tecnologie innovative, dall’altro lato la dimensione (fondiaria ed economica) che in molti casi rappresenta ancora un ostacolo alla piena adozione e diffusione di nuove tecnologie.
I consumatori
Sul fronte dei consumatori dall’indagine emerge che quasi 9 italiani su 10 pensano che lo sviluppo scientifico e tecnologico migliorino la qualità della vita delle persone. L’agricoltura, dopo ambiti essenziali quali sanità-salute e istruzione, rappresenta uno dei settori in cui gli italiani avvertono una maggiore necessità di innovazione a tutela del futuro dell’umanità.
Alla luce di questo, il food è un ambito sempre più strategico in cui innovare: disponibilità e qualità del cibo, rappresentano infatti tema prioritario per il 27% degli italiani, mentre 1/3 degli italiani preferisce la produzione agroalimentare ottenuta da aziende che investono in innovazione. Inoltre, un prodotto alimentare fatto da aziende innovative genera un valore aggiunto per il consumatore innanzitutto in termini di sicurezza e sostenibilità in tutte le sue accezioni: dalla tutela dell’agricoltore, dell’ambiente, del benessere animale e della biodiversità.






