Il Parlamento europeo ha confermato l’intesa politica raggiunta con il Consiglio dell’Unione Europea su un nuovo quadro giuridico per le nuove tecniche genomiche (NGT) applicate alle piante e ai prodotti alimentari e mangimi.

Questo regolamento, frutto di negoziati tra istituzioni europee, ridefinisce la disciplina delle piante ottenute con tecniche genomiche avanzate, aggiornando norme concepite oltre vent’anni fa in un contesto tecnologico molto diverso.

Che cosa sono le nuove tecniche genomiche (NGT)

Le NGT comprendono un insieme di tecnologie biotecnologiche che permettono di modificare il materiale genetico delle piante in modo preciso e mirato, spesso con cambiamenti che possono verificarsi naturalmente o con tecniche di selezione convenzionali. Rispetto agli OGM tradizionali, le NGT possono accelerare lo sviluppo di nuove varietà; migliorare la resilienza a stress climatici; ridurre la necessità di pesticidi e fertilizzanti; potenziare caratteristiche agronomiche specifiche.

Queste tecniche non erano disponibili quando l’attuale legislazione europea sugli OGM è stata adottata nel 2001, motivo per cui fino ad oggi le piante ottenute con NGT erano trattate come OGM a tutti gli effetti.

La distinzione tra Categoria 1 e Categoria 2

Uno degli elementi centrali dell’accordo riguarda la classificazione delle piante ottenute con NGT e i relativi requisiti normativi:

La Categoria 1 (NGT-1) comprende piante con modifiche genetiche equivalenti a quelle che si possono ottenere in natura o con selezione convenzionale; non saranno soggette alle norme più rigide previste per gli OGM; non richiederanno etichettatura sui prodotti finali, ma i semi dovranno essere etichettati per consentire trasparenza nella filiera.

La Categoria 2 (NGT-2) include piante con modificazioni genomiche più complesse o non equivalenti a quelle naturali; saranno trattate come OGM ai fini regolatori, con obbligo di autorizzazione, tracciabilità e etichettatura; gli Stati membri potranno decidere se consentire o meno la coltivazione di tali piante nei loro territori.

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Le ragioni dell’intervento e i pareri

Le istituzioni europee sostengono che il nuovo quadro normativo modernizza una disciplina vecchia di oltre vent’anni e promuove innovazione e competitività del settore agroalimentare UE. Inoltre, i proponenti sottolineano che contribuisce agli obiettivi di sicurezza alimentare e sostenibilità e mantiene forti garanzie di protezione della salute umana e dell’ambiente.

L’accordo affronta anche questioni relative alla proprietà intellettuale e all’accesso alle sementi, attraverso la creazione di un gruppo di esperti e meccanismi di trasparenza sui brevetti.

Le reazioni nel mondo agricolo e ambientale mostrano una gamma di posizioni variegato. Le associazioni agricole e industriali semi/biotecnologiche si mostrano favorevoli perché vedono nel nuovo regolamento uno strumento per accrescere competitività e innovazione e sottolineano che tecnologie come l’editing genomico possono aiutare ad affrontare cambiamenti climatici, malattie e minori input chimici. Le Associazioni ambientaliste e dei consumatori esprimono invece preoccupazioni su etichettatura, trasparenza e rischi ambientali a lungo termine. Alcune chiedono più rigore nelle valutazioni dei rischi e regole più stringenti per evitare confusione tra prodotti convenzionali e NGT mentre altre ritengono che la distinzione tra NGT-1 e NGT-2 possa minimizzare la percezione di rischio da parte dei cittadini.

Dopo la conferma politica, il testo dovrà essere formalmente adottato da Parlamento e Consiglio prima di essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea. Solo allora il nuovo regolamento potrà entrare in vigore, con un periodo di attuazione previsto nei mesi successivi alla pubblicazione ufficiale.

Basato sui comunicati ufficiali del Consiglio dell’Unione Europea e del Parlamento europeo

 

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